Il 25 Aprile il Piazza Grande, Muzzarelli: "Tenere vive memoria e ragione"

Il sindaco di Modena ha concluso la manifestazione in piazza Grande. Stragi nel Mediterraneo: "Non possiamo accettare silenzio, indifferenza e ignavia"

foto Giulio Guerzoni

“Abbiamo il dovere morale e politico di tenere sveglie la memoria e la ragione, perché nell’oblio della storia e nella distrazione del pensiero il male risorge”. Lo ha affermato il sindaco di Modena Gian Carlo Muzzarelli concludendo in piazza Grande la manifestazione del 25 aprile che è stata introdotta da Camilla Scarpa e Francesco Nicolai, due studenti del Liceo San Carlo che nelle scorse settimane hanno partecipato al “Treno per Auschwitz”.

Dopo aver ricordato cosa sono stati il fascismo e la guerra, Muzzarelli ha sottolineato come la Resistenza abbia rappresentato “un grande moto di popolo e di riscatto nazionale, che ci ha permesso di partecipare alla guerra contro il nazifascismo a fianco degli Alleati e di preparare le basi dell’Italia libera e democratica”. Per il sindaco il 25 aprile “è festa della liberazione e festa della libertà”, una parola a cui è necessario dare “un senso concreto e quotidiano” avendo come punto di riferimento la Costituzione.

Facendo riferimento alle persecuzioni e ai massacri che nel mondo colpiscono donne e uomini di fede cristiana, così come alle stragi nel mar Mediterraneo con persone che muoiono “nella disperata ricerca di una vita differente e lontana da tutto quello da cui stavano scappando”, Muzzarelli ha affermato che “non possiamo accettare il silenzio, l’indifferenza e l’ignavia”. Per il sindaco di Modena, infatti, non si può pensare di “militarizzare un mare, non si può pensare che il problema sia il mare, non si può lasciare sola l’Italia; serve un ruolo internazionale nella crisi libica, prendendo atto dei tanti errori fatti, e bisogna che tutta l’Europa si assuma il problema. Per ora, pare aumentino in fondi per l’operazione Triton: è un primo passo, ma serve più politica”.

Di fronte all’aumento delle disuguaglianze nel mondo e all’interno dei singoli Paesi, “ecco allora – ha affermato Muzzarelli che il programma di libertà e di uguaglianza della Resistenza torna di bruciante attualità. E torna di bruciante attualità il dovere di lottare con le armi della politica, della cultura e della solidarietà per un mondo più libero e più giusto”.

Dopo aver ricordato l’impegno per la legalità, soprattutto a fronte delle infiltrazioni della criminalità organizzata (“difendere la legalità significa difendere la libertà e combattere la paura”), Muzzarelli ha ricordato le parole del sindaco della Liberazione Alfeo Corassori nel suo appello ai modenesi (“Tutti si rendano conto della propria individuale responsabilità, tutti collaborino onestamente all’immane opera di ricostruzione, perciò, modenesi, al lavoro!”) e ha invitato a rinnovare questa passione “perché è dal sudore, dalla fatica, dall’impegno che si raggiungono i traguardi sperati: non ci sono scorciatoie – ha concluso –  non vogliamo scorciatoie”.

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