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Feste patronali, l'Arcidiocesi: "Nessuno tocchi San Geminiano"

Manovra; le ultime modifiche prevedono la conservazione delle feste civili, ma hanno mantenuto l'accorpamento delle feste patronali alla domenica più vicina: "Le feste patronali non sono mero folklore"

"Le feste patronali non sono semplice folklore, ma identificano il carattere e la storia di una comunità: pensare a Modena senza san Geminiano, nelle sue componenti di preghiera e di festa, di riflessione e di condivisione, significa pensare ad una città che perde una parte fondante della sua identità". Con queste parole, l'Arcidiocesi di Modena e Nonantola oggi ha ufficialmente espresso la propria contrarietà per quanto contenuto nel testo della manovra finanziaria attualmente in discussione: "Le ultime modifiche alla legge finanziaria che il Governo ha apportato prevedono la conservazione delle feste civili, ma hanno mantenuto l’accorpamento delle feste patronali alla domenica più vicina", ricorda un comunicato.

"La Chiesa modenese - prosegue la nota - è consapevole che il rigore finanziario, nella delicata fase che il nostro Paese sta attraversando, sia una priorità, ma siamo certi che la strada da percorrere preveda l’eliminazione di questi momenti in cui la comunità trova la sua origine e la sua coesione? Nei momenti di difficoltà riteniamo importante valorizzare tutti gli elementi che danno significato alla vita comune; essi stessi diventano strumenti per affrontare le crisi. San Geminiano rappresenta da sempre per Modena un momento in cui i cittadini si incontrano e si riconoscono come tali, anche al di là dell’appartenenza religiosa. Vorremmo che continuasse anche in futuro ad essere fondamento della vita modenese, certi di condividere l’auspicio con le autorità civili, che già hanno espresso la loro opinione sul tema".

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