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Insegnare Scienze attraverso il teatro, didattica d'avanguardia alle "Paoli"

Alle scuole medie di viale Reiter gli studenti salgono sul palco per raccontare illustri scienziati, unendo sapere e scoperta di sé. Quest'anno, i ragazzi del Corso E insceneranno la vita di Fibonacci

Un’interessante iniziativa è stata intrapresa dalle Scuole Medie “Paoli” di Modena, dove alcune insegnanti - una di matematica e l’altra di lettere - stanno sperimentando un progetto che consiste nel veicolare alcuni argomenti di Scienze, attraverso l’attività di drammatizzazione. Da due anni infatti gli allievi del Corso E sono impegnati nella preparazione di varie piece, incentrate su nomi eccellenti della cultura italiana: Enrico Fermi, Leonardo Fibonacci, etc. 

Con la prima messinscena, preparata nell’a. s. 2014-2015 e intitolata: “Incontro con Enrico Fermi”, sono state ripercorse le tappe che condussero il noto scienziato alla realizzazione della scissione atomica, evidenziando naturalmente gli aspetti squisitamente tecnici di tale processo, ma pure le drammatiche conseguenze che derivarono dalla sua invenzione. 

Con la seconda, intitolata Leonardo Fibonacci, un matematico alla corte del re, i ragazzi hanno fatto rivivere un episodio storico realmente accaduto nel 1226, ovvero la visita che il matematico pisano fece a Federico II, per illustragli i vantaggi che sarebbero derivati dall’adozione dei numeri arabi. La rappresentazione ha richiesto che l’attore che impersonava Fibonacci risolvesse il famoso quesito dei conigli, attraverso la successione numerica che ancora oggi reca il suo nome. Grazie all'intelligente sinergia fra insegnanti di differenti discipline, alla disponibilità della dirigente scolastica e al reperimento di appositi testi creati allo scopo, le “P. Paoli”  e la scuola italiana in generale si sono arricchite di un ulteriore strumento di divulgazione del sapere.

Va aggiunto che frequenti e varie risultano oggigiorno le esperienze teatrali condotte nelle scuole di ogni ordine e grado, esperienze che, pur se rese difficili dalla carenza di idonee strutture, conducono nella maggioranza dei casi ad apprezzabili risultati, facendo registrare notevoli progressi nella formazione e maturazione globale della personalità. 

E’ ormai riconosciuto che, attraverso la drammatizzazione vengono potenziate le capacità verbali e mimico-gestuali, quelle mnemoniche, creative e “prestazionali” dell’individuo. Attraverso l’attività teatrale, si superano impacci, blocchi emotivi, s’impara a socializzare e a cooperare, secondo obiettivi condivisi, che pongono al primo posto la coralità. Il teatro nella scuola può significare anche “autorivelazione”, ovvero momento in  cui ciascuno scopre le proprie potenzialità nascoste; l’attività scenica diviene pertanto la chiave per superare il disagio che talvolta affligge alcuni allievi; succede insomma che le discipline curricolari non vengono più vissute come fredde e nozionistiche astrazioni, ma diventano suono, parola, gesto, vita concreta ed assumono infine il gusto, un po’ perduto,  dell’affabulazione.

Naturalmente, gli insegnanti non intendono trasformare la scuola in un’impresa di spettacolo o di casting (alimentando così forme di sterile protagonismo o divismo) perché il suo compito è e deve rimanere rigorosamente quello di agenzia educativa, tesa ad offrire un’opportunità di crescita a tutti, secondo i principi più alti della democrazia.

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