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Lunedì, 4 Luglio 2022
Cronaca Sassuolo

Sassuolo, maxi frode fiscale per una ditta di trasporti “esterovestita”

Dopo due anni di indagine sono stati denunciati gli amministratori di una società di trasporti, accusati di una lunga serie di reati economici e fiscali. L'azienda aveva creato un proprio alter-ego in Slovacchia per evadere le tasse ed era stata fatta fallire per intascare i soldi degli ammortizzatori sociali

Ricavi non dichiarati per oltre 3 milioni di euro, IVA evasa per circa 650.000 euro e una ventina di posizioni lavorative di autotrasportatori risultati completamente “in nero” per le quali sono state contestate le ritenute fiscali e contributive non operate e non versate, oltre alla “maxi-sanzione” prevista dalla normativa di settore. 

È quanto ha scoperto la Guardia di Finanza di Sassuolo al termine di indagini di polizia economico-finanziaria su un'ingente evasione fiscale connessa ad un fenomeno di “esterovestizione” di una società di autotrasporto. Un fenomeno purtroppo comune e agevolato dalle norme europee che si concretizza nello spostamento all'estero della residenza fiscale di una società (spesso in Romania o altri paesi dell'Est) che in realtà continua ad operare sistematicamente in Italia.

La società sottoposta a verifiche nel distretto ceramico ha omesso così di dichiarare in Italia il reddito conseguito nell'esercizio della propria attività, presentando le dichiarazioni dei redditi relative agli anni compresi tra il 2011 ed 2012 nello Stato di formale residenza fiscale (in questo caso la Slovacchia) dove l'aliquota d'imposta applicata è inferiore a quella prevista in Italia. Le Fiamme Gialle hanno infatti accertato che la società slovacca altro non era che un mero recapito, privo di automezzi propri e di magazzini, e che le decisioni effettive circa la gestione amministrativa dell'impresa estera, le tratte da seguire per la consegna delle merci trasportate nonché gli automezzi utilizzati, venivano tutte prese dagli amministratori dell'impresa italiana. 

L'esame della corposa documentazione contabile ed extra-contabile ha dunque confermato la costituzione, da parte della società italiana, di un proprio "alter ego" slovacco, con la finalità di sfruttare la minore e più favorevole tassazione sui redditi d’impresa, il minor costo della manodopera slovacca, nonché di proporsi sul mercato a prezzi molto più competitivi dei soggetti economici concorrenti, alterando le regole del mercato stesso dell’autotrasporto, in danno degli operatori corretti.

All’esito delle indagini delegate dalla Procura della Repubblica di Modena e coordinate dal PM dott.ssa Lucia De Santis, le Fiamme Gialle sassolesi hanno inoltre portato alla luce un sistema fraudolento, messo in atto dagli amministratori della società italiana, poi dichiara fallita. Da un lato gli imprenditori hanno gradualmente “intascato” i beni del patrimonio sociale e dall’altro hanno dissimulato le commesse commerciali e i volumi d’affari, con lo scopo di attestare falsamente lo stato di crisi aziendale in Italia ed ottenere così il sussidio della cassa integrazione guadagni straordinaria, per un importo complessivo di circa 130.000 euro.

A conclusione della complessa attività d’indagine durata oltre due anni, la Tenenza di Sassuolo ha denunciato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Modena i due amministratori delle società verificate, ritenuti responsabili dei delitti di frode fiscale, omessa dichiarazione e false comunicazioni sociali, oltre ai reati di bancarotta fraudolenta e truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche.

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