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Memorie Solide, istallazioni su Guerra e Resistenza in centro storico

Dieci installazioni all'aperto in altrettanti punti del centro raccontano episodi e personaggi della guerra con fotografie, documenti e oggetti d'epoca. Mostra allestita fino al 2 giugno

Davanti alla stazione ferroviaria si potrà capire quale speranza di ritorno a casa rappresentasse il treno per i militari italiani raggiunti dall'annuncio dell'armistizio. Nei pressi della Sinagoga, in piazza Mazzini, l'installazione che porta il nome di Guido Melli, primo cittadino ebreo arrestato in città e morto ad Auschwitz, ricorda la persecuzione antiebraica attraverso gli ordini prefettizi e la figura dell’editore suicida Angelo Fortunato Formiggini. In piazza Redecocca, i manifesti che intimavano il coprifuoco e le foto degli edifici sventrati dal bombardamento del 13 maggio 1944 rimandano alle terribili conseguenze della guerra sulla popolazione civile, oltre che sul tessuto urbano.

Si chiama “Memorie solide” il percorso di mostra all’aperto che Istituto storico e Comune di Modena, con il contributo della Fondazione Cassa di risparmio di Modena, propongono in diversi luoghi del centro storico in occasione del 70esimo della Liberazione. Si potrà visitare in città fino al 2 giugno. Partendo dall'idea di riportare la storia dove si è svolta – e dove non sempre ha lasciato tracce oggi riconoscibili – il centro storico di Modena si popola di dieci installazioni, per scoprire gli episodi avvenuti in altrettanti luoghi attraverso fotografie, manifesti dell'epoca, ricostruzioni e testi scelti dalle “Cronache” di Adamo Pedrazzi, archivista e bibliotecario che descrisse quotidianamente l’esperienza dell’occupazione nazifascista nel modenese.

Dalla stazione all’Accademia militare, da Piazza Grande al Mercato Albinelli i “solidi” che compongono la mostra, parallelepipedi di legno alti due metri e dotati di feritoie per guardare all'interno, invitano i passanti a fermarsi e dedicare qualche minuto agli episodi della guerra raccontati: bombardamenti, occupazione, eccidi, scarsità di cibo, ma anche solidarietà e rinascita della partecipazione democratica.

IL PROGRAMMA DELLE CELEBRAZIONI DEL 25 APRILE

Ogni solido porta un nome diverso, dedicato ai protagonisti e alle vittime della guerra e della lotta di Liberazione, ed è rivestito esternamente da fotografie storiche, frasi dalla cronaca dell'occupazione o da lettere di partigiani giustiziati, mappe e altri documenti a tema. Dalle feritoie (ad altezza di adulto e di bambino) è possibile guardare all'interno: diversi oggetti, come una postazione telegrafica o un tavolo apparecchiato con le scarse razioni alimentari di guerra, ricreano situazioni e atmosfere di un periodo che segnò indelebilmente la popolazione e il territorio modenesi.

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