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Cronaca

Criminalità, Messico: rapito un sassolese 'per sbaglio'

E' di Sassuolo l'uomo che per tre giorni è stato vittima di un rapimento da parte di una banda di malviventi messicani. Quando i banditi si sono accorti di aver sbagliato persona, hanno rilasciato l'uomo lasciandogli i soldi per un taxi

E' una storia da catalogare come 'assurda' quella che a fine ottobre ha visto come protagonista un sassolese in visita ad un amico imprenditore in Messico. I due amici, intenti a passeggiare per Coatzacoalos, nello stato di Veracruz sulla costa orientale, sono stati accerchiati da una banda di una decina di persone armate di pistole e coltelli che hanno rapito l'uomo arrivato in Messico per una vacanza. Il sequestrato è stato incappucciato e costretto a salire su un'automobile, che poi la banda ha cambiato ogni due o tre ore di tragitto per confondere le indagini. E' stato quindi rinchiuso in un motel a Cordoba, a 600 chilometri di distanza, dove in tre giorni gli sono stati dati da mangiare solo due 'tacos' e da bere un po' di acqua.


Dopo tre giorni però i sequestratori si sono accorti di aver sbagliato persona. Il loro obiettivo infatti era l'amico imprenditore che da dodici anni lavora in Centroamerica. I malviventi, subito dopo il rapimento, hanno iniziato le trattative per il rilascio chiedendo all'azienda dell'amico circa 180 mila euro. Nel frattempo, il sassolese scampato per puro caso ai criminali aveva chiamato l'esercito. Tre giorni dopo, la banda ha desistito e ha riportato il sequestrato in auto a venti chilometri da Coatzacoalos, questa volta non più con un cappuccio in testa, ma con un cappellino. Al momento di farlo scendere, gli hanno dato 200 pesos sufficienti per prendere un taxi e raggiungere l'amico. I due sassolesi sono stati poi ospitati per qualche giorno nell'ambasciata italiana e sono quindi rientrati in Italia.

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