Miggiano denuncia: "Ancora una volta la polizia penitenziaria a togliere le castagne dal fuoco"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ModenaToday

Qualche giorno fa il Sant'Anna è stato interessato da un tentativo di rivolta. Alcuni detenuti, per motivi di vario genere, hanno inscenato una protesta che rischiava di finire in tragedia se non fosse stato per la professionalità e la preparazione del reparto di Polizia Penitenziaria modenese. Ad innescare la protesta è stato un detenuto magrebino, il quale rivendicava il diritto di essere ascoltato tempestivamente dal Direttore del carcere che casualmente aveva incontrato poco prima all'interno dell'Istituto. Non vedendosi accontentato il detenuto faceva rientro nella propria camera detentiva ubicata presso il Terzo Reparto e dopo qualche minuto si presentava davanti al corpo di guardia del reparto con la bocca cucita e si cospargeva il corpo con dell'olio di semi con l'intensione di darsi fuoco. Nel contempo, sull'onda del disordine imbastito, altri detenuti iniziavano una vera e propria rivolta sbattendo sui blindi del Reparto, e per finire dulcis in fundo, un altro detenuto magrebino armatosi di lametta tentava di aggredire il Comandante del Reparto che nel frangente si era recato sul posto per ristabilire personalmente l'ordine e la sicurezza nell'Istituto al fine di tutelare l'incolumità del personale ivi operante.

Solo l'elevata abilità operativa e le spiccate conoscenze professionali dimostrate nell'occasione, così come in altre, dalla Polizia Penitenziaria coordinata dal Comandante di Reparto Commissario Mauro Pellegrino, ai quali va la nostra più sincera ammirazione, ha fatto si che in poco tempo sia stato ristabilito l'ordine in istituto sedando la sommossa posta in essere!

Questa Organizzazione Sindacale, alla luce dei fatti verificati, grida a voce alta l'esigenza di istituire nell'istituto modenese un Reparto detentivo a regime chiuso per i soggetti più facinorosi e difficilmente gestibili, soggetti taluni, con disturbi psichiatrici. Non è pensabile che il personale di Polizia Penitenziaria debba essere impegnato a risolvere questioni che da straordinarie stanno diventando di giorno in giorno ordinarie.

A parere di questa O.S. il regime aperto deve essere concesso a chi dimostra realmente di avere una buona e regolare condotta rispettando le norme che regolano la vita penitenziaria, e non deve di contro essere la Polizia Penitenziaria a dover rimediare, di volta in volta, a quelli che sono gli errori gestionali da parte dei vertici di questa Amministrazione, che forte della preparazione e della dedizione del Personale che amministra, in parte non si interessa delle ripercussioni che il "regime aperto" possa avere.

Questa O.S. si auspica che gli eventi accaduti smuovano le coscienze di qualcuno, facciano aprire gli occhi a quella che è la realtà, ed ognuno, per quanto di competenza, inizi a prendere seri provvedimenti affinché agli onori della cronaca non si debba parlare più di tragedie sfiorate, restando comunque consapevoli di quelli che sono i rischi del mestiere!

Il Vice Segretario Regionale - Luigi MIGGIANO

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