Omofobia, minacce di morte agli attivisti dell'Arcigay Modena

Mail minatorie a otto soci del circolo modenese dell'Arcigay, che domani sporgeranno denuncia. Solidarietà dall'Amministrazione Comunale e dal Partito Democratico

Una persona ha deciso di prendere di mira gli esponenti modenesi dell'Arcigay. Otto soci del circolo “Matthew Shepard” sono infatti stati i malcapitati destinatari di alcuni messaggi mail con insulti omofobi e minacce di morte, in cui il mittente si sarebbe anche mostrato in foto con un coltello in mano per rendere più chiaro il suo messaggio minatorio. Il presidente, Alberto Bignardi, è pronto a sporgere denuncia alle forze di polizia, che dovrebbero in poco tempo essere in grado di risalire all'identità della persona che ha inviato i messaggi e valutare provvedimenti giudiziari. 

“Le offese a sfondo omofobo subite dagli attivisti dell’associazione Arcigay Modena “Matthew Shepard” sono un atto molto grave che nasce da un clima incattivito che non riconosce i diritti di tutte le persone”. Lo ha detto Ingrid Caporioni, assessora alle Pari opportunità del Comune di Modena, esprimendo solidarietà e vicinanza agli otto ragazzi dell’Arcigay, che intraprende un'intensa collaborazione con l'Amministrazione modenese.

Allo stesso modo, solidarietà è arrivata anche dal Partito Democratico di Modena: “Esprimiamo solidarietà agli otto giovani vittime di minacce e offese a sfondo omofobo e sostegno al loro importante lavoro di promozione dell’uguaglianza dei diritti nell’ambito dell’Arcigay. L’uguaglianza dei diritti è la base da cui partire per contrastare ogni forma di violenza e razzismo – scrive il Pd in una nota, rilanciando poi la propria campagna politica - Il Parlamentosta lavorando per approvare finalmente una legge che regolamenti le unioni civili. Le nostre amministrazioni locali hanno cercato, per quanto possibile, di fare passi nella direzione del loro riconoscimento, magari anche con un valore solo simbolico, ma comunque importante. L’auspicio è che venga presto adottata, come confermato anche dal premier Renzi, una legge nazionale. Il mancato riconoscimento dei diritti, a partire da quello basilare di potere vedere riconosciuta socialmente la propria relazione sentimentale, è una discriminazione che alimenta altre discriminazioni e le omofobie a cui ancora troppo spesso assistiamo”.

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