Misteri Modenesi | La soluzione ai misteri del Duomo dietro al volto della Bonissima

E' una delle statue più enigmatiche di Modena e forse dietro al suo anonimo volto sarebbero nascoste le soluzioni ai misteri del Duomo. Un viaggio tra ipotesi, antiche leggende ed epoche antiche le cui tracce si sono perse nella notte dei tempi

Una testa in marmo greco e un corpo in calcare cristallino, è la signora più famosa di Piazza Grande, conosciuta da tutti come la Bonissima. Una statua le cui origini sono così lontane che si sono perse nel tempo notizie sull'autore e su chi fosse la donna raffigurata. Gli storici hanno avanzato diverse ipotesi, alcune delle quali potrebbero risolvere una volta per tutte i misteri del Duomo di Modena

L'ORIGINE DEL NOME BONISSIMA. Un vero e proprio mistero quello racchiuso in questa statuetta ascrivibile al XII secolo. Secondo gli storici la datazione è stata possibile grazie ad alcuni scritti, in particolare quelli del cronista Bonifazio da Morano risalente al 1268: "In quel tempo nell’ultimo giorno di aprile fu collocata la Buonissima, come statua di marmo nella piazza della città di Modena, davanti all’ufficio delle bollette (o della Bona Stima)". Infatti fu spostata nell'attuale locazione solo nel 1468, ma il punto è che grazie a questo scritto sappiamo quando venne realizzata, ma ancora nulla sul perché. 

PERCHE' LA BONISSIMA E' PETTEGOLA E CHIACCHIERONA? Il nome "Bonissima" ora appare chiaro, in quanto deriva da "Bona" cioè stima o misura, infatti  secondo alcune tradizioni originariamente la statua reggeva una bilancia e posava su un basamento con incise le diverse unità di misura. Oggi però la parola dialettale "bunéssma" significa curiosa e pettegola. L'attuale significato potrebbe derivare dal fatto che la statuetta era nella posizione centrale nella piazza, in vista a tutti e a lei era affidato il compito di controllare tutto ciò che succedeva. 

LA DONNA DELLE LEGGENDE. Dato che l'origine etimologica non dice molto su chi fosse realmente la "Bonissima" sono state analizzate le leggende che nei secoli si sono narrate. La più diffusa vuole che si trattasse di una ricca signora che in periodo di carestia aveva sfamato il popolo, dopo aver chiesto aiuto ai notabili della città. Finita la carestia avrebbe invitato al palazzo tutti coloro che l'avevano aiutata, cacciando chi si tirò indietro. Per alcuni la leggenda è avvalorata dalla presenza di una piega nella veste che è molto simile ad una borsa, ma non tutti sono d'accordo su questa interpretazione.

GLI STORICI NON SONO D'ACCORDO, FORSE ERA MATILDE DI CANOSSA. Secondo lo storico modenese Andrea Bertoni la parola Bonissima si riferisce a "Bonixima", la figlia di un tale Sigecio, che aveva donato vastisissimi poderi al monastero di San Pietro. Per altri invece si tratterebbe di Matilde di Canossa e forse ad avvalorare questa teoria sarebbe il paragone fatto tra la tecnica artistica delle metope del duomo e quella della statuetta che si assomigliano. 

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LA VERITA' SU GUNDEBERGA, LA DONNA DEL MISTERO. Una delle ipotesi più avvalorate riguarda l'identificazione della Bonissima in Gundeberga, la nobil donna morta nel 570 la cui lapide si trova attualmente nella cripta. Ne avevamo parlato riguardo ai misteri del Duomo di Modena, riferendo la sua lapide ad un oggetto di un mondo parallelo. Se fosse vera ques'ultima teoria avremmo la conferma dell'importanza di Gundemberga nella Modena post-romana, la cui lapide è stata spostata di chiesa in chiesa per millenni. 

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