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Cronaca

Alloggi a Modena, un cittadino su quattro vive in affitto

Modena è il comune in provincia con il più alto tasso di famiglie in affitto, e in generale è sopra la media nazionale. Ecco il perché oggi una famiglia su cinque preferisce l'affitto alla casa di proprietà

Secondo l'agenzia Solo Affitti Modena è la prima città in Provincia in cui le famiglie scelgono l'affitto alla casa di proprietà. Secondo lo studio ben il 26,4% dei modenesi è in affitto, seguita dal 21,4% che si registra a Sassuolo e Mirandola, e il 20,1% di Vignola. L'analisi è stata fatta su 340 agenzie tracciando una mappatura dei comuni provincia per provincia. I comuni con meno famiglie in affitto sono quelle montane, in particolare Frassinoro (4,9%), Fiumalbo (5,1%) e Riolunato (6,2%).

MODENA, CITTA' SOPRA LA MEDIA NAZIONALEIl record regionale spetta al piccolo comune di Galeata in provincia di Forlì-Cesena, dove quasi una famiglia su tre alloggia in un immobile affittato (1° posto e 30,3%), poco meno del doppio della media nazionale (17,9%). Anche Modena supera la media italiana con il 26,4% insieme a Piacenza, superata solo da Bologna con il 29,7%. In generale tutte le città capoluogo e i maggiori comuni sono superiori alla media nazionale.

AFFITTI A LIVELLO PROVINCIALE. I dati ovviamente si abbassano parlando delle province in genere. Come si poteva pensare la più frequente di affitti per le famiglie è il Bologna ( 22,7%), seguita da Parma ( 21,1%) e Piacenza (20,5%).  Modena è solo quarta (19,8%), mentre le città romagnole si caratterizzano per il tasso di affitti più bassi, in particolare Ravenna (9° con 15,9%). 
 
SPRONELLI: "IL PROPRIETARIO PAGA IL DOPPIO DI TASSE E L'INQUILINO NON HA UN CANONE CALMIERATO". “In Italia fino ad oggi – commenta Silvia Spronelli, presidente di Solo Affitti –  con la tassazione fissa al 21% della cedolare secca certamente si è avviato un percorso virtuoso. L’ulteriore riduzione dal 21 al 10% della cedolare secca quando si applica il canone concordato ha dato un’accelerazione. Nelle due grandi città italiane dove è più alta la quota di persone in affitto, il canone concordato, però, non può essere applicato perché i prezzi non vengono aggiornati. A Milano sono fermi da 16 anni e Napoli da 12. Basterebbe che le amministrazioni comunali convocassero le parti. Questo significa che il proprietario paga il doppio di tasse e l’inquilino non può beneficiare di un canone calmierato e detrazioni fiscali, nel caso in cui l’immobile diventi la sua residenza principale”.

E IN ITALIA? Fra le regioni italiane dove si ricorre molto all’affitto, l’Emilia Romagna occupa il 6° posto (con il 19,5%) in una graduatoria dominata da Campania (1°posto e 24,4%), Valle d’Aosta (2° e 22,5%), Liguria (3° e 22,2%) e Piemonte (4° e 22,1%). Percentuali molto basse di persone che utilizzano la locazione in Molise (ultimo con il 10,9%), Basilicata (penultima con l’11,9%) e Sardegna (terzultima con il 12,5%).

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