Si è spento mons. Benito Cocchi, Arcivescovo emerito di Modena

E' morto ad 82 anni nella Casa del Clero di Bologna dove viveva dopo l'addio a Modena, dove si era insediato nel 1996 e da dove si era congedato nel 2009. Sabato i funerali in Duomo a Modena

E' arrivata oggi da Bologna la notizia della scomparsa del vescovo emerito Benito Cocchi. Il prelato si è spento nella Casa del Clero dove abitava dal 2009, cioè dalla sua partenza da Modena, consumato dalla malattia. Domani, venerdì 6 maggio, alle ore 16 l'arcivescovo mons. Matteo Zuppi presiederà una celebrazione eucaristica in Cattedrale a Bologna. Dopo la liturgia, la salma raggiungerà  a Modena, intorno alle 18.30; sarà accolta da mons. Castellucci in Cattedrale; qui le visite dei fedeli saranno consentite fino e alle 21, quando  si svolgerà una veglia di preghiera. Sabato 7 maggio alle ore 10, in cattedrale a Modena, la solenne concelebrazione eucaristica per il rito delle esequie, presieduta dal vescovo Castellucci.

Cocchi nacque nel 1934 a San Giovanni in Triario, nel comune di Minerbio (Bologna); compì gli studi prima al Seminario Arcivescovile poi al Seminario regionale di Bologna. Conseguita la Licenza in Teologia e la laurea in Diritto Canonico presso la Pontificia Università Lateranense, fu ordinato sacerdote a Bologna il 14 marzo 1959 dal cardinale Giacomo Lercaro. La sua attività di ministero nella Curia Arcivescovile ebbe inizio nel 1963, insieme all’impegno pastorale in alcune parrocchie della città: Ss. Francesco Saverio e Mamolo in Bologna, S. Severino e S. Savino di Corticella, dove ha svolto il suo ministero anche presso la Casa della Carità.

Per alcuni anni ha vissuto con alcuni sacerdoti in una modesta casa alla periferia di Bologna, facendo vita comune con essi e provvedendo con essi alle necessità quotidiane. Ebbe poi successivamente l’incarico di assistente diocesano della Fuci dal 1963; assistente delle Guide Italiane dal 1965 al 1970, docente al Seminario Regionale dal 1964. Si è dedicato ai problemi della famiglia, come consulente del Consultorio Matrimoniale. Fu Cancelliere arcivescovile dal 13 maggio 1971 e Pro-vicario Generale dal 29 aprile 1974.

Fu preconizzato Vescovo il 12 dicembre 1974 e ordinato il 6 gennaio 1975 dal cardinale Antonio Poma a Bologna, dove divenne Vescovo ausiliare. Fu nominato vescovo di Parma il 22 maggio 1982. Fu inoltre amministratore apostolico di Piacenza-Bobbio dal 1 dicembre 1994 al 30 settembre 1995. Nel giugno 1995 entrò nella presidenza di Caritas Italiana, di cui divenne presidente il 12 dicembre 1996, fino al maggio 2003. Fu nominato arcivescovo di Modena-Nonantola il 12 aprile 1996;  fece l’ingresso in diocesi il 9 giugno 1996.

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Dell’episcopato modenese di mons. Cocchi ricordiamo la visita pastorale alle parrocchie, (1997-2002) e quella alle Unità pastorali (2003-2005), il Convegno della Montagna (2002-2003) e il terzo convegno della Chiesa di Modena-Nonantola (2007). Appuntamento annuale molto atteso è quello della Lettera alla città, nella solennità di San Geminiano, l’invito ad ogni cittadino per un momento di riflessione ed impegno su temi di attualità modenese. Mons. Cocchi aveva rinunciato alla sede episcopale di Modena al compimento del 75° anno di età, nel  novembre 2009. Il 27 gennaio 2010  la Santa Sede  rese pubblica la nomina di mons. Antonio Lanfranchi ad arcivescovo abate di Modena-Nonantola. 
Mons. Cocchi sottolineò, nel suo saluto, il grande rispetto di Modena per i valori importanti come la famiglia e la formazione nella fede, l’attenzione al tema del lavoro, mancante in tempi di crisi. “Tutti i cittadini di Modena – aveva detto mons. Cocchi – sono splendidi, sempre capaci di essere aperti a tutti, capaci di accogliere quello che incontrano nel mondo”.

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