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Aggressioni e minacce in corso Canalchiaro: "Serve denunciare, non andare in tv o in consiglio comunale"

L'apppello arriva direttamente dal procuratore capo Lucia Musti, che è intervenuta per smentire che vi siano state denunce circa estorsioni o altri comportamenti minatori, a parte un paio di vandalismi

L'attenzione dei media e della politica locale sugli episodi di microcriminalità che da ormai diversi mesi stanno affliggendo la zona di corso Canalchiaro e largo San Francesco ha smosso anche la Procura della Repubblica, con il procuratore capo Lucia Musti che ha voluto incontrare la stampa modenese per fare il punto della situazione e rilanciare un messaggio rivolto ai cittadini e in particolare a quei commercianti e a quei residenti interessati dal fenomeno in questione.

Le testimonianze dei commercianti ai microfoni della Rai (Tg3 Regione, ndr) hanno preoccupato il procuratore, soprattutto in virtù delle minacce e dei vandalismi, che facevano trasparire a detta del magistrato quasi una situazione di taglieggiamento. "Quale Procuratore della Repubblica, che rappresenta il potere punitivo dello stato nella provoncia di Modena e come cocordinatore delle forze dell'ordine oggi ho indetto una rapida riunione cui hanno partecipato i raprpesentanti della Polizia Municipale, della Polizia di Stato e dei Carabinieri", ha spiegato la dottoressa Musti, che poi ha aggunto: "Ho fatto alcune ricerche nei registri informatici del mio ufficio per vedere se effettivamente ci fossero denunce per questi fatti di minaccia che facevano comprendere addirittura delle estorsioni ai commercianti: in realtà l'esito è diverso. Non ci sono fatti denunciati".

Il magistrato ha poi spiegato: "Emerge che in quella zona ogni tanto ci sono delle persone che disturbano e molestano, anche in preda a sostanze stupefacenti. Ovviamente queste persone sono le più difficili da gestire, perchè se non commettono un reato importante anche gli strumenti sono limitati. E' emerso che le forze dell'ordine sono assolutamente presenti, al punto tale che oltre il numero di emergenza 112 esiste addirittura una chat tra i rappresentanti di commercianti della zona e la Polizia Municipale. La Polizia d Stato ha anche fornito le utenze personale di alcuni propri rappresentanti. Questo per ribadire che le forze dell'ordine ci sono e che fanno il loro dovere. E questo vale anche per l'arma dei Carabinieri".

Il procuratore ha quindi ribadito un concetto basilare, ovvero che di fronte ad episodi criminali i cittadini sono tenuti a denunciare nelle sedi opportune: "La Procura della Repubblica c'è e quando riceve delle denunce le esamina rapidamente ed esercita l'azione penale. Chi subisce un reato deve andare a denunciare, perchè - seppure importante il veicolo dei media - resta il fatto che la stampa non è l'organo deputato per raccogliere le denunce. Quando si vuole ottenere un risultato di deve andare dalle forze dell'ordine e dalla magistratura. E neppure si deve andare in Consiglio Comunale", chiosa il procuratore in riferimento alle interrogazioni presentate in piazza Grande sul caso.

Una "strigliata" dunque per i commercianti: "Non è così che si fa il proprio dovere di cittadono", conclude il procuratore in merito al caso mediatico a suo dire ingiustamente gonfiato. Non possiamo dare idea a chi viene a visitare le eccellenze di Modena che siamo sotto pericolo".

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