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Lunedì, 4 Luglio 2022
Cronaca San Cesario sul Panaro

San Cesario, un nido di vespe record nascosto in soffitta

Brutta sorpresa per un residente di San Cesario, che ha dovuto chiamare aiuto per liberarsi del prodigioso alveare che ha trovato nel proprio casolare

A maggio aveva dato un’occhiata ai salami che aveva messo a stagionare nella casa colonica, poi a giugno se ne era andato in ferie e al ritorno aveva notato un certo movimento di vespe attorno alla casa, senza preoccuparsi più di tanto. Non ci aveva più pensato fino a metà di questo mese, quando salendo all’ultimo piano per dare un po' d'aria alla casa è stato colpito da un insolito ronzio che proveniva dalla stanza di stagionatura. E' entrato, ha spalancato una finestra (fortunatamente quella giusta) ed è fuggito immediatamente giù per le scale nel vedere centinaia di calabroni fluttuargli attorno.

É quanto accaduto ad un residente di San Cesario sul Panaro, che nell’intercapedine di una finestra, quella che fortunatamente non aveva aperto, ha trovato un favo enorme, alto più di mezzo metro, di forma sferoidale, con una colonia di calabroni che entrava ed usciva freneticamente dal foro di accesso all'aveare nella parte inferiore dell’involucro.

Nidi di questo tipo raggiungono anche le 6000 celle, ripartite in 7/8 favi sovrapposti uno all'altro. La regina fonda il nido fra aprile e maggio, a giugno nascono le prime vespe operaie e la colonia aumenta gradualmente di dimensioni e di numero di individui. A quel punto la regina smette di lavorare per occuparsi esclusivamente della deposizione delle uova e intanto le operaie compiono tutti i lavori di manutenzione della colonia e di costruzione del nido. In agosto sfarfallano i maschi e le operaie costruiscono le celle regali dalle quali in settembre inizieranno poi ad uscire le future regine. I riproduttori abbandonano il nido e verso ottobre-novembre la vecchia regina muore e la colonia si sfalda. 

Per motivi di forza maggiore, ma soprattutto per incolumità delle persone, gli ospiti indesiderati sono stati scacciati, grazie all'intervento di un esperto apicultore della zona. L’enorme alveare è ancora al suo posto e qualche larva continua vanamente a fuoriuscire dall’involucro di protezione, ma cade a terra sotto gli occhi spenti della regina che non si è mossa dal suo trono.

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