rotate-mobile
Cronaca

Don Mattia minacciato dalla mafia libica: no all'archiviazione, continuano le indagini

Il Gip ha rigettato la richiesta di archiviazione presentata dalla Procura. L'on. Fratoianni (Verdi-Sinistra): "una buona notizia"

Il Giudice per le Indagini Preliminari Antonella Pini Bentivoglio ha rigettato la richiesta di archiviazione promossa dalla Procura di Modena dell'indagine relativa alle minacce della mafia libica nei confronti di Don Mattia Ferrari, giovane sacerdote modenese cappellano della ONG "Mediterranea Saving Humans", da anni impegnato nelle missioni di salvataggio dei migranti in mare.

L'anno scorso, Don Mattia era stato bersaglio di minacce da parte dell'account Twitter @rgowans, ritenuto "portavoce della mafia libica" coinvolta nel traffico di esseri umani nel Mar Mediterraneo. Le intimidazioni via web avevano portato la Procura di Modena all'apertura di un fascicolo per diffamazione aggravata e minacce. 

L'indagine però pareva essersi arenata nell'insufficienza di prove, e di lì era sopraggiunta la richiesta di archiviazione da parte della Procura, nell'indignazione della sinistra. Così infatti si era espresso l'On. Nicola Fratoianni (Alleanza Verdi-Sinistra) "Cosa fa la procura di Modena? Ritiene irrilevanti le minacce, chiede di archiviare il tutto, ma non si ferma qui e avanza una bizzarra e per quanto ci riguarda un’inaccettabile tesi: <<è evidente che ci possano essere reazioni se un sacerdote esercita il proprio magistero non in modo tradizionale, riservato e silenzioso>>".

Lo stesso Fratoianni, oggi commenta invece positivamente la decisione del Gip del Tribunale di Modena di non archiviare il caso: "La decisione della Gip di Modena di non accogliere la richiesta della medesima procura di archiviare le indagini su chi o  meglio su coloro che minacciano il cappellano di Mediterranea don Mattia Ferrari, è una buona notizia [...]" e continua "Fanno bene inoltre gli attivisti e i volontari di Mediterranea a rilanciare oggi alcune domande: chi c’e dietro gli account social da cui partono le minacce? Chi fornisce a questi personaggi documenti riservati dall’Italia? Che rapporti ci sono fra apparati statali del nostro Paese con personaggi  “chiaccherati” della milizie libiche e con trafficanti di esseri umani? Domande che facciamo nostre, e su cui speriamo arriveranno al più  presto  risposte alle nuove e rinnovate indagini della magistratura, ma che noi rinnoveremo al governo in un’interrogazione parlamentare".

Anche Mediterranea Saving Humans, esprime soddisfazione nei confronti della decisione del Gip modenese: "La decisione del Gip di Modena di far continuare, o meglio, iniziare per davvero le indagini sulle minacce rivolte da oscure entità del potere -libico e italiano- contro il nostro Don Mattia Ferrari, è una buona notizia".

Minacce della mafia libica a don Ferrari, la Procura chiede l'archiviazione

Don Mattia Ferrari minacciato dalla mafia libica: la Procura apre un fascicolo

Don Mattia Ferrari e Mediterranea: una missione in mare e in terra 

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Don Mattia minacciato dalla mafia libica: no all'archiviazione, continuano le indagini

ModenaToday è in caricamento