Cronaca

Terremoto nella bassa: stoccaggio gas Rivara, stop dal Ministero

Il Ministero dello Sviluppo Economico cestina il progetto di Erg Rivara Storage: "L'intesa negativa della Regione Emilia-Romagna costituisce motivo ostativo all'accoglimento dell'istanza"

Niente autorizzazione all'accertamento della fattibilità del programma di stoccaggio gas Rivara (frazione di San Felice sul Panaro) avanzato dalla Erg Rivara Storage. L'ufficialità è arrivata questa mattina dal Ministero dello Sviluppo Economico alla stessa Erg e alla Regione: "L’intesa negativa della Regione Emilia-Romagna costituisce motivo ostativo all’accoglimento dell’istanza", recita la missiva inviata da Roma. Soddisfatto l'assessore regionale alle attività produttive Gian Carlo Muzzarelli: "Si conferma oggi la posizione della Regione - ha esordito - Senza il nostro consenso, non si può fare nessuna attività su quel territorio. Come drammaticamente dimostrato negli scorsi giorni, quel consenso è stato giusto non concederlo, perché la zona, come avevamo scritto in tempi non sospetti, è sismicamente attiva e densamente abitata. La delibera di Giunta – conclude Muzzarelli - con cui lo scorso aprile la Regione Emilia-Romagna ha formalizzato ufficialmente il proprio diniego all'intesa con il Governo, è stata decisiva ai fini del rigetto dell’autorizzazione".

LEGA NORD - Contento per la decisione presa da Roma anche il capogruppo leghista in consiglio regionale Mauro Manfredini: "Finalmente il Governo Monti ne azzecca una - ha commentato Mauro Manfredini - rigettando la richiesta della Erg di autorizzazione all’accertamento del programma di stoccaggio gas a Rivara. Per la Lega Nord questa decisione rappresenta il coronamento di tante battaglie combattute per la difesa del nostro territorio e possiamo dirci assolutamente soddisfatti. Esisteva già la manifesta contrarietà della Regione Emilia Romagna, dovuta non ad interessi politici ma a documentati studi tecnici illustrati dagli esperti del settore ormai da anni: il Ministero dello Sviluppo Economico ha dovuto prenderne atto, stoppando nuove ed inutili iniziative. Ora il progetto di un maxi deposito di gas a Rivara è definitivamente morto - conclude Manfredini - invito perciò i suoi sostenitori a mettersi il cuore in pace e ad evitare sterili polemiche. Piuttosto impegniamoci affinché il Governo Monti metta in campo tutte le iniziative necessarie alla ricostruzione di una zona devastata dal territorio e per rilanciare le tante attività economiche distrutte dai recenti terremoti".

PD - "Nei primi giorni dopo la scossa del 20 maggio - hanno dichiarato i parlamentari modenesi del Pd - abbiamo visto i dirigenti della Erg Rivara Storage e i partigiani dell’impianto di stoccaggio sotterraneo di gas tentare di salvare il salvabile, nella speranza, anche di fronte alla prova inconfutabile, che il progetto potesse ancora avere delle chance. Oggi il ministro dello Sviluppo economico, con una comunicazione ufficiale alla Regione Emilia-Romagna, mette la parola fine a un progetto che, fin da subito, aveva visto la contrarietà non solo delle popolazioni locali, ma anche dei Comuni interessati, della Provincia, della Regione. Come i fatti hanno, purtroppo per noi tutti, dimostrato, quei no erano il frutto di un’attenta analisi tecnica delle condizioni fisiche e morfologiche della Bassa modenese. La sua sismicità è stata più volte citata, in questi mesi, dalle perizie su cui si basavano i pareri, di volta in volta, espressi dalla Regione. Ora il Ministero dello Sviluppo economico ha ufficialmente rigettato la richiesta di autorizzazione all’accertamento della fattibilità del programma Rivara Stoccaggio avanzato dalla Erg Rivara Storage. Nessuno, in questo momento, nelle nostre terre così martoriate, può dirsi soddisfatto, ma certo, questo possiamo ribadirlo, la posizione dei cittadini, dei loro rappresentanti, delle istituzioni locali era quella giusta".

GIOVANARDI - La decisione del ministro Passera sul gas di Rivara è sbagliata per tre ragioni". Così il senatore Carlo Giovanardi (Pdl), sponsor politico del progetto di deposito sotterraneo di gas nel sottosuolo di Rivara. La prima ragione è "perché lo Stato - sostiene Giovanardi - non puo accettare il diktat di una regione, e contraddicendo se stesso gettare in un cestino anni di lavoro degli organi statuali preposti alla valutazione ambientale, accettando il principio che ogni regione è esclusiva proprietaria del suo sottosuolo anche per quanto riguarda la ricerca scientifica. La seconda è perché si rinuncia in prospettiva ad un investimento privato da 360 milioni di euro, che avrebbe abbattuto il costo del gas attualmente proibitivo per le nostre aziende, rimettendo in discussione ovunque gli stoccaggi di gas, in un paese che ha già rinunciato al nucleare. La terza ragione - conclude Giovanardi - è perche il dibattito attuale non era sul fare o non fare il deposito ma semplicemente se autorizzare una spesa di 20 milioni di euro prescritta dal Via, totalmente a carico della azienda, proprio per approfondire la situazione geologica di quella zona della bassa modenese".

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