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Cronaca Caduti in Guerra / Viale Caduti in Guerra

Tav, anche a Modena sit-in di protesta davanti alla Prefettura

Anarchici e Guernica si ritrovano "in segno di solidarietà contro l'aggressione subita dai manifestanti in val di Susa". Un militante racconta quello che ha visto in Piemonte: "La Polizia ha attaccato le tende con dentro le donne"

Nel giorno del nuovo clamore per gli scontri in Val di Susa anche a Modena antagonisti ed anarchici organizzano un sit-in (non autorizzato) per «dimostrare solidarietà contro un’aggressione barbara nei confronti di inermi cittadini che protestavano contro uno dei più grandi scempi ambientali della storia d’Italia», ovvero la Tav, dicono in coro i manifestanti riuniti sotto il portone della Prefettura cittadina. «Per ora non andremo – annunciano gli anarchici – dato che siamo impegnati a Carpi con un convegno ed un’occupazione, ma abbiamo telefonato agli amici che sono in prima linea e ci hanno detto che già da domani proveranno a conquistare il terreno ‘perso’ oggi». Messaggio che ricalca, dunque, in buona parte, quello inviato dai leader della protesta in val di Susa a livello nazionale.

Da Modena, a quanto ne sanno le organizzazioni da sempre impegnate nella lotta contro la Tav, non sono partiti in tanti. Ma di sicuro c’era un militante del Guernica, che non vuole svelare il suo nome, e racconta a Modena Today la sua giornata campale. «Fin dalle 4 di mattina si era sparsa la voce di un attacco delle forze dell’ordine – dice – ma soltanto verso le sei abbiamo visto le prime autoblindo. La polizia è intervenuta sull’autostrada, dove era radunata la gente, per disperderci e liberare il passaggio». Ma in molti hanno fatto resistenza. E in un lampo «la situazione è degenerata. Ci hanno lanciato contro una quantità incredibile di lacrimogeni e poi hanno caricato: c’era gente per terra che urlava, e le forze dell’ordine hanno attaccato persino le tende con dentro le donne». Il resto è cronaca di giornata. «Quando sono partito, continua il militante del Guernica di Modena, presente stamattina agli scontri, la polizia stava continuando a rincorrere i manifestanti fin dentro i boschi. Erano scene da film. Qualcuno ha detto che la violenza gratuita vista oggi assomiglia molto a quella del G8 di Genova». Ma il bilancio, fortunatamente, è meno tragico.
 

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