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Scontri e violenze a margine del G7 di Torino, misure cautelari anche per tre modenesi

Tre giovani militanti dello Spazio Guernica sottoposti all'obbligo di firma a seguito dell'inchiesta sviluppata dalla Procura del capoluogo piemontese sui fatti del settembre 2017

Sette persone agli arresti domiciliari e altri dieci per cui è stato disposto l'obbligo di firma. Sono i risultati di un'operazione, scattata all'alba di oggi e Torino e in altre città contro il mondo antagonista, per colpire quelli che sono ritenuti i responsabili degli episodi di violenza avvenuti a Torino e poi a Venaria Reale in occasione del vertice del G7 tenutosi nel settembre 2017 alla Reggia di Venaria Reale.

Oltre ai militanti di Askatasuna, noto centro sociale trorinese, sono stati raggiunti dalle misure cautelari, chieste dalla procura torinese e disposte dall'ufficio gip del tribunale, anche esponenti di Autonomia Diffusa Ovunque di Firenze, Spazio Guernica di Modena, Sapienza Clandestina di Roma, Ex Caserma Liberata di Bari e Centri Sociali Nord Est di Venezia.

A Modena sono stati raggiunti stamane dal decreto che stabilisce l'obbligo di firma tre militanti: Nicolò Vezzani di 21 anni, Daniele Benedetto di 23 anni e Gino Molinaro di 22 anni

Il video degli scontri 

Gli agenti della Digos di Torino, che hanno eseguito gli arresti e svolto tutte le indagini, analizzando numerosissimi filmati e riprese televisive, hanno anche denunciato a piede libero altre 35 persone, tutte appartenenti alle diverse aree antagoniste. Per tutti le accuse, a diverso titolo, sono di violenza aggravata a pubblico ufficiale ed esplosione di ordigni. Le indagini sono state coordinate dal procuratore aggiunto Emilio Gatti e dal sostituto Manuela Pedrotta.

Il collettivo Guernica ha commentato i provvedimenti facendo proprie le parole del centro Askatasuna: "Nell’ordinanza ritroviamo anche tutta la batteria di psicoreati contro i “facinorosi” che abitano le fantasie della polizia italiana. Un teatro in cui recitano “istigatori e coordinatori” con veri e propri superpoteri. Persone a cui non vengono neanche contestate singole “condotte delittuose” ma che “con la loro semplice presenza” fungerebbero “da avvallo” agli altri manifestanti “galvanizzando i materiali esecutori”. Alcuni compagni sono accusati così di “concorso morale” semplicemente per essere stati presenti in un corteo in cui ci sono stati scontri con le forze dell’ordine, ad altri viene contestato l’aver parlato con qualcuno che poi qualche minuto dopo sarebbe stato riconosciuto nel tentativo di sfondare un cordone di polizia, altri ancora non si capisce bene dove dovrebbero mettersi visto che quando si trovano “nelle retrovie” lo fanno per svolgere “un’opera di supervisione e controllo”, quando invece sono davanti si trovano lì “a mo di incitamento e garanzia”. Insomma, un’operazione arraffazzonata e tutta politica per colpire il dissenso sociale, in cui sono stati presi di mira diversi notav, che arriva a quasi due anni dai fatti dl G7 ma, esattamente come l’anno scorso, a pochi giorni dal festival alta felicità in Val di Susa in cui sono annunciate nuove contestazioni contro il supertreno. Ci sembra che sempre più persone se ne rendono conto oggi, disobbedire alle leggi ingiuste è necessario, non si può abbassare la testa di fronte ai soprusi dei potenti".

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