rotate-mobile

Francesco Baraldi

Giornalista Modena

Fratelli Rosselli

Omicidio in via dei Manzini, una vicina chiamò la Polizia Locale poco prima della tragedia

Intorno a mezzanotte la segnalazione al centralino, ma nessuna pattuglia intervenne. Carlo Evangelisti resta in carcere mentre prosegue l'indagine a suo carico

La tragedia di Milena Calanchi, morta nella propria abitazione di via dei Manzini nella notte tra il 15 e il 16 novembre in seguito ad una colluttazione con il figlio, non è stata un fulmine a ciel sereno. Una considerazione che si fa strada con più forza anche alla luce di un nuovo elemento emerso nel corso dell'inchiesta che la Procura di Modena sta conducendo per omicidio volontario a carico del 48enne Carlo Evangelisti. Agli atti infatti vi è infatti una telefonata che una vicina di casa effettuò al centralino della Polizia Locale di Modena poco prima della mezzanotte, denunciando la lite che si stava consumando fra le mura domestiche dell'abitazione vicina.

La residente spiegò che madre e figlio stavano ancora una volta litigando in modo particolarmente acceso, come purtroppo accadeva in modo frequente. Le forze dell'ordine erano infatti intervenute diverse volte nei mesi precedenti in seguito alle denunce del vicinato. La vicina spiegò di temere che i due potessero procurarsi anche lesioni fisiche, anche e proprio in virtù degli episodi violenti già avvenuti. Nel corso della chiamata la lite cessò, o quantomeno la vicina non avvertì più ulteriori rumori.

Il centralino di via Galilei annotò la chiamata, invitando la cittadina a richiamare nel caso avesse sentito altri rumori. Nessuna pattuglia fu inviata per un sopralluogo.

La telefonata avvenne pochi minuti prima della mezzanotte. Milena Calanchi morì verosimilmente di lì a poco, dal momento che l'esame medico-legale ha stabilito che il decesso avvenne tra le 22.30 e le 3.30 circa (ma poco prima di mezzanotte la donna urlava in casa, come testimoniato appunto dai vicini).

Ciò che fa riflettere è senza dubbio il fatto che la situazione di profondo disagio tra madre e figlio era ben nota alle istituzioni. Il caso era stato segnalato ai Servizi Sociali dopo i diversi interventi per lite. Evangelisti era stato seguito sia dal Servizio Dipendenze patologiche, sia dal Centro di Salute Mentale. Si trattava quindi di una circostanza che avrebbe dovuto far suonare un campanello d'allarme, o, auspicabilmente, far scattare un protocollo che permettesse anche agli agenti della Polizia Locale di turno di poter soppesare con più perizia la segnalazione della residente.

Inutile speculare su risposte che non si potranno avere. Ma il caso dell'omicidio di via dei Manzini apre diversi interrogativi, che riguardano in primo luogo la risposta istituzionale a situazioni di estremo disagio famigliare: un tema estremamente complesso che necessità di strategie di risposta nuove e più incisive.

L'elemento della telefonata non influisce ovviamente sull'inchiesta, che dovrà accertare la dinamica di quanto accaduto in quella tragica notte. L'indagine prosegue, in attesa dei riscontri di un incidente probatorio chiesto dalla Procura che possano deteminare con maggiore chiarezza le responsabilità di Evangelisti, che resta ancora in carcere.

Si parla di

Omicidio in via dei Manzini, una vicina chiamò la Polizia Locale poco prima della tragedia

ModenaToday è in caricamento