Cronaca

Omicidio a Serramazzoni, Persico agì sotto "disturbo bipolare"

Alessandro Persico, l'uomo accusato dell'omicidio di Barbara Cuppini, al momento dell'assassinio la sua capacità di intendere e volere era "gravemente scemata per un disturbo bipolare". Queste le conclusioni del perito nominato dal Gip

Barbara Cuppini

La sua capacità di intendere e di volere era "gravemente scemata per un disturbo bipolare". Questa la conclusione a cui è giunto il perito nominato dal Gip di Modena su Alessandro Persico, l'ingegnere fiorentino di 43 anni accusato dell'omicidio volontario di Barbara Cuppini, 36 anni, la collega della Casa del Cavallino responsabile dell'ufficio marketing di Maranello trafitta da tredici coltellate. Il delitto avvenne all'alba di domenica 19 giugno 2011 nella villetta di Persico a Serramazzoni. Il giorno precedente, la vittima aveva appena compiuto gli anni e aveva raggiunto Persico, con cui aveva una relazione. Fuggito di casa vagando senza meta per diverse ore, il 43enne si era poi costituito al commissariato di Rovereto di Trento confessando l'omicidio e facendo anche trovare due coltelli nei boschi di Folgaria, quelli con cui aveva infierito sulla donna. Già in passato sofferente di depressione, l'uomo ha sostenuto di aver agito in preda a un raptus e senza una vera motivazione. L'indagine per l'omicidio è condotta dai Carabinieri, coordinati dal sostituto procuratore di Modena Claudia Natalini. La perizia richiesta dal Gip è stata depositata dopo un incidente probatorio. Ora dovrà essere fissata la data dell'udienza preliminare del processo nei confronti di Persico.

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