Pizza e coca-ina: sotto sequestro una pizzeria di Nonantola, cinque gli arresti

Prende il nome di "Pizza Family" l'operazione dei Carabinieri conclusasi, dopo mesi di indagine, con l'arresto di cinque persone per spaccio di droga e il sequestro di un'attività a conduzione familiare

Si è conclusa nella notte l'Operazione "Pizza Family", condotta dalla Stazione Carabinieri di Nonantola, che dopo mesi di indagine ha portato all'arresto di cinque persone e al sequestro di una pizzeria di Nonantola: l'esercizio commerciale infatti, situato nel centro della città, era solamente una copertura legale per quello che si è poi scoperto essere nucleo di una fiorente attività di spaccio. 

Tutto ebbe inizio nell'aprile di due anni fa, quando uno dei componenti del nucleo familiare che gestiva la pizzeria fu arrestato con l'accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, dopo essere stato trovato in possesso di 90 grammi di cocaina. Di lì l'attenzione delle Forze dell'Ordine si era spostata verso gli altri familiari, che hanno raccolto il testimone senza -evidentemente- troppe esitazioni.

Dopo mesi di raccolta di prove e testimonianze, nel maggio scorso sono iniziate le indagini, giunte ora ad una conclusione. I Carabinieri affermano che nei tre mesi di monitoraggio sono stati effettuati oltre 500 scambi, e una novantina di acquirenti sono stati identificati. Il passaggio di cocaina avveniva totalmente all'interno della pizzeria, dalla quale la droga usciva indisturbata dentro al cartone della pizza da asporto. Un ulteriore conferma dell'attività di spaccio è arrivata proprio nel corso dell'esecuzione delle misure cautelari: due persone sono state trovate in possesso di 21 grammi di cocaina e 10.000 euro in contanti, ritenuti provento dell'attività di spaccio.

Le indagini dei militari non si sono limitate alla pizzeria, bensì sono state estese anche ad un altro locale che la famiglia possedeva a Castelfranco Emilia, all'interno del quale è avvenuto uno dei cinque arresti. 

Gli arresti, cinque per l'appunto, hanno coinvolto unicamente persone italiane, quattro delle quali di origine calabrese. La misura cautelare ha interessato non solo componenti della famiglia, ma anche due dipendenti (un pizzaiolo e una cassiera) che collaboravano alla fioritura del traffico di droga. Come spiega il Maggiore Vito Ristallo, Comandante della Compagnia dei Carabinieri di Modena, rintracciarli non è stato facile; e per scongiurare un'eventuale degli spacciatori, è intervenuto anche il 13° Nucleo Elicotteri di Forlì.

La fase esecutiva ha visto coinvolti i Carabinieri della Compagnia di Modena, nonchè il Nucleo Cinofili della Guardia di Finanza, ancora di Modena. Gli arresti e il sequestro preventivo del locale sono stati convalidati dal G.I.P. del Tribunale di Modena Elena Pirillo, su richiesta del Sostituto Procuratore di Modena Marco Niccolini.

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