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Sabato, 22 Gennaio 2022
Cronaca Via Paolo Ferrari

Perdite per oltre 500mila euro, il gestore abbandona il Museo Ferrari

Grid, il consorzio gestore della struttura di via Paolo Ferrari, ha inviato una lettera di disdetta alla Fondazione Museo. Le ragioni? Troppi pochi visitatori e totale mancanza di un vero programma di promozione

Ben 550mila euro di perdita in un anno di attività. Questo il bilancio da profondo rosso del Museo Casa Natale Enzo Ferrari, bilancio che ha indotto il gestore, il consorzio Grid Modena, a gettare la spugna inviando la disdetta del contratto alla Fondazione Museo di cui fanno parte Comune, Provincia e Camera di Commercio. Lo ha riportato l'Agenzia Giornalistica Dire in seguito a un colloquio con Cristina Manfredini, presidente del consorzio formato da soggetti quali Mediagroup98, Coop cultura, Manutencoop, Ing.Ferrari e Sirio.

VISITE - Causa principale di questo risultato negativo il numero di visitatori ben al di sotto delle previsioni iniziali (64mila paganti contro i 100mila del bando, 13mila in meno ai numeri forniti dal Comune) che, nei mesi precedenti l'inaugurazione avvenuta a marzo 2012, sono sempre state riviste al ribasso: come denunciato da Cristina Manfredini, sulle perdite grava la "mancanza di un vero programma di promozione del Museo che porti i numeri reali di visitatori almeno vicini a quelli indicati nel bando di gara che Grid si era aggiudicata un anno fa".

DISDETTA - La disdetta sarebbe stata inviata a malincuore nei giorni scorsi: "Già dal giugno del 2012 - ha spiegato alla Dire - avevamo sollecitato, anche per iscritto, un tavolo di confronto con la Fondazione e gli enti proprietari, essendoci accorti immediatamente che qualcosa non andava nei parametri fissati dal bando di gara a cui avevano partecipato". Tavolo tecnico, però, che non è mai stato realizzato.

ULTIMA SPIAGGIA - L'ultima mossa del consorzio è stata quella di convocare il 18 aprile scorso un'assemblea straordinaria durante la quale "è stata assunta la decisione di rifinanziare la società, nella speranza di poter ragionare più compiutamente del futuro del Museo con gli enti proprietari", ha aggiunto Cristina Manfredini. Ad oggi, però, i confronti avvenuti non hanno portato ad alcun risultato e la società è stata "costretta a scindere il contratto prima del tempo". L'ultima spiaggia per il Mef è da qui nei prossimi giorni in cui, secondo la presidente del consorzio, sarà indispensabile "aprire subito con gli enti di riferimento una vera trattativa per risolvere la situazione".

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