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Piano Sosta, Sitta: "Per 50 anni Modena regina dei parcheggi"

Un'entusiasta Daniele Sitta, assessore con delega alla sosta, stila un primo bilancio sul Novi Park e non solo: "Con il nuovo piano maggiore utilizzo dei mezzi pubblici e meno spese"

Per 50 anni Modena non avrà  più il problema del parcheggio. Lo afferma l'assessore Daniele Sitta, responsabile per il Piano sosta della città, affidato ai privati. Un parcheggio multipiano da 1.720 posti (il Novi Park) e l'allargamento dei confini della sosta a pagamento oltre i viali del centro città sono stata la soluzione tanto discussa in partenza. Sitta vede sviluppi importanti: “Le famiglie si sono abituate a parcheggiare nei giardini e negli spazi privati, si utilizzano le strisce blu e i posti al Novi Park”. Un dato soddisfacente sta anche nell’aumento dell'utilizzo dei mezzi pubblici che da alla città di Modena il primato nella Regione.

A favorire il Piano sosta anche le convenzione con le associazioni di categoria, con il mercato Albinelli, con il Baluardo della Cittadella, le associazioni sportive, con l'Accademia e con l'Università: “Si tratta di convenzioni che rendono possibile per gli enti l'acquisto di soste scontate del 30% a cui poi vanno sommate le detrazioni Iva per un costo effettivo di circa la metà”. Il Comune di Modena non si pente dunque della concessione ai privati della durata di 39 anni, rinunciando, così, a qualsiasi introito da sosta a pagamento in favore di un affitto da 205 mila euro l'anno che la società paga per la gestione. Molte furono, infatti, le polemiche in merito alla decisione di rinunciare a qualsiasi provento in favore di un maggior guadagno per i privati: “Non siamo affatto pentiti della nostra scelta - ha ribadito Sitta - anzi si tratta di una posizione politica. Siamo convinti che il Comune debba svolgere un ruolo di pianificazione dando poi agli operatori privati modo di gestirsi. Ognuno deve fare il proprio mestiere: il Comune determina le tariffe e mette a bando i servizi per ottenere i migliori livelli di qualità ed efficienza e il privato gestisce. Inoltre a conti fatti, non avremmo avuto fondi per partecipare all'impresa. E dunque abbiamo fatto la scelta migliore”. 

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