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Cronaca

La piena si sposta nella Bassa, riaperti tutti i ponti sul Secchia

Riaperti Ponte alto e Ponte dell'Uccellino, e nel pomeriggio anche Ponte Motta a Cavezzo. Attivati gli impianti di Torrione e San Siro per svuotare il Po

La piena del Secchia nel pomeriggio di mercoledì 12 novembre ha raggiunto Concordia e sta defluendo senza problemi ma molto lentamente anche  a causa degli alti livelli del Po.  Nel pomeriggio è stato riaperto anche il ponte Motta a  Cavezzo  lungo la provinciale 8; tutti i ponti sul Secchia risultano ora transitabili.

Era stato riaperto questa mattina, intorno alle 6.30, Ponte Alto sul Secchia a Modena, mentre era stato riaperto verso le 8 anche il ponte dell'Uccellino, tra Modena e Soliera, chiusi per precauzione nella tarda mattinata di ieri per la piena del fiume, dovuta alle precipitazioni degli ultimi giorni.

I livelli alti dei corsi d’acqua hanno fatto scattare la fase di preallarme con conseguente avvio dell’attività di monitoraggio sugli argini da parte di Aipo, con la collaborazione della Consulta del volontariato di protezione civile e con il coordinamento della sala operativa del Centro unificato della Protezione civile a Marzaglia, aperta tutta la notte per tenere sotto controllo la situazione. Gli argini del Secchia da Modena a S.Prospero sono tenuti costantemente sotto controllo grazie all’attività di 15 squadre per complessivi circa 70 volontari.

Nell’arco delle 24 ore passate sono caduti mediamente oltre 40 millimetri di pioggia sull’intera provincia, in gran parte nella prima mattinata. “L’innalzamento dei fiumi Po e Secchia ha fatto sì che sin dalla notte il personale del nostro Consorzio di Bonifica dell’Emilia Centrale – spiega Marino Zani, presidente – si attivasse per le operazioni necessarie, dopo che la situazione era costantemente monitorata dalla Sala di Telecontrollo. In pratica ‘ci si chiude dentro’ e, all’occorrenza come è accaduto, si attivano le idrovore per scolare le acque cadute al nostro interno che diversamente allegherebbero il comprensorio di bonifica”.

“Partendo proprio da Po, che a Boretto è tornato a crescere, è stato attivato l’impianto del Torrione (Boretto), dove ci sono tre idrovore è stato attivato nella notte, con il funzionamento alternato di un’idrovora per mantenere le quote basse nella zona di Gualtieri”. Spiega il direttore Domenico Turazza. “Il Torrione – prosegue il direttore – è di un’opera di bonifica fondamentale per la sicurezza dei comuni della bassa, dato che qui sono posizionate pompe capaci di allontanare le acque, in caso di forti piogge, dai comuni di Gualtieri, Boretto, Poviglio e Castelnovo Sotto. Infatti, questi 6000 ettari di superficie posti a un livello più basso degli argini di Po, Enza e Crostolo non riuscirebbero a scaricare le acque a gravità quando si alza il livello dei fiumi limitrofi”.

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