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Martedì, 17 Maggio 2022
Cronaca Via Divisione Acqui / Via Divisione Acqui

Presidio Fiom davanti alla Maserati: “Riportiamo la democrazia”

Quasi 300 persone affollano via Divisione Acqui per chiedere un diverso trattamento del sindacato metalmeccanico da parte dei vertici Maserati. Pizzolla (Fiom): "Chiediamo solo gli stessi diritti delle altre sigle". Traffico in affanno per il blocco stradale

Come da programma, lavoratori e sindacalisti della Fiom/Cgil sono scesi in strada di fronte ai cancelli dello stabilimento Maserati, in via Divisione Acqui, questo pomeriggio alle ore 17. Una manifestazione pensata in grande, che ha costretto alla chiusura al traffico dell'intero tratto di strada compreso tra Ciro Menotti e via Bonaccini, dove gli organizzatori hanno allestito un gazebo, un podio e 200 posti a sedere.

La manifestazione ha rispettato le attese e convogliato di fronte alla sede del Tridente circa 300 persone: dipendenti Maserati, sindacalisti, simpatizzanti di altre aziende locali e ovviamente rappresentanti dei partiti politici. Al microfono si sono alternati Michele De Palma coordinatore nazionale Fiom Gruppo Fiat, Bruno Papignani segretario regionale Fiom, Tania Scacchetti segretario Cgil Modena e Cesare Pizzolla segretario provinciale Fiom. A rappresentare le istituzioni era presente l'Assessore Regionale Luciano Vecchi, attorniato da diversi esponenti delle forze politiche della sinistra modenese (Pd, Sel, Prc, Per me Modena, Verdi).

L'iniziativa sindacale è stata decisa dalla Fiom/Cgil di Modena da un lato come forma di protesta contro la negazione delle assemblee all'interno della fabbrica, dall'altro come occasione per sollecitare la stessa azienda a fornire risposte circa il futuro della produzione modenese. “Chiediamo che anche in Maserati le relazioni sindacali si svolgano nella piena normalità, come in tutte le imprese modenesi – ha spiegato Cesare Pizzolla – Non è più ora di stare zitti, ma di rivendicare semplicemente gli stessi diritti delle altre organizzazioni sindacali. Le nostre richieste di assemblea sono state inviata insieme agli altri, perciò resta un mistero il fatto che a noi sia stata negata”.

Da più parti si è poi levato un appello al mantenimento delle radici modenesi della casa del Tridente, già minata dal trasferimento della produzione a Brigliasco in favore dei modelli Alfa Romeo, attualmente sulle catene di montaggio di via Divisione Acqui. In particolare, Tania Scacchetti ha sottolineato: “Occorre chiarezza sulla mission e sui prodotti che fanno parte del piano industriale di Maserati. Dobbiamo lottare per mantenere sul nostro territorio la produzione: Modena è terra dei motori e deve rimanere centrale nelle nel  panorama produttivo nazionale".

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