Giovedì, 21 Ottobre 2021
Cronaca

Processo d'appello Cpl-Ischia, condanna dimezzata per Casari

Per i giudici del secondo grado non fu corruzione, ma solo istigazione alla corruzione. L'ex presidente della cooperativa di Concordia condannato a 2 anni e mezzo

Il processo d'appello per il caso della metanizzazione dell'isola di Ischia ha cambiato le carte in tavola rispetto al primo grado di giudizio celebtrato presso il Tribunale di Modena. L’ex presidente di Cpl Concordia, Roberto Casari, ha visto cadere l'accusa di corruzione a suo carico e la sentenza ha stabilito che fu colpevole di istigazione alla corruzione. I fatti riguardano i presunti favori concessi all'amministrazione e alle imprese dell'isola partenopea in cambio dell'appalto per la fornitura di gas metano, per i quali i vertici della coop modenese furono tratti in arresto nel 2015.

Casari è dunque stato condannato a 2 anni e 6 mesi, mentre l’ex dirigente Nicola Verrini  a 8 mesi e Massimo Ferrandino, fratello dell'ex sindaco di Ischia, a 9 mesi e 10 giorni. Confermate invece le pene di un anno e due mesi per Maurizio Rinaldi e due nani per l'ex consulente Francesco Simone. Il Tribunale di Napoli aveva già assolto l'ex sindaco Giosi Ferrandino.

La Corte d'appello ha inoltre revocato i provvedimenti di confisca emessi in primo grado. Il caso potrebbe facilmente approdare in Cassazione.

Il caso Cpl Concordia esplose nel marzo 2015 con l'arresto di nove ex dirigenti della cooperativa della bassa modenese. Nell'ambito dei vari processi che seguirono, Casari e altri negli ultimi anni sono già stati prosciolti per la vicenda degli impianti fotovoltaici in Puglia così come nell'ambito dei filoni di indagine originati dalla Procura di Napoli. 

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