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Cronaca Fratelli Rosselli / Via dei Manzini

Omicidio in via dei Manzini, perizia psichiatrica per il figlio della vittima

Il GIP ha accolto questa mattina la richiesta di incidente probatorio avanzata dalla difesa al fine di verificare le condizioni psichiche di Carlo Evangelisti, accusato dell'omicidio della madre

Nella notte tra il 15 e il 16 novembre scorso, la 71enne Milena Calanchi morì nel suo appartamento di Via dei Manzini, a Modena. Prima vittima in una settimana che ha segnato una delle pagine più buie della cronaca modenese degli ultimi anni, la donna venne ritrovata senza vita dagli agenti della Polizia il mattino seguente. Erano stati avvertiti da un amico di Carlo Evangelisti, il figlio 48enne della vittima, al quale - durante la colazione - lo stesso aveva confessato l'omicidio.

Tante parole sono state spese riguardo la prevedibilità della tragedia. Secondo le testimonianze dei vicini raccolte da giornalisti ed inquirenti, i rapporti tra i due erano da tempo turbolenti. Le forze dell'ordine erano state da loro allertate più volte nel corso del tempo, e la notte della tragedia non aveva fatto eccezione. La situazione era nota anche ai servizi sociali, e il 48enne era stato seguito sia dal Servizio Dipendenze patologiche, sia dal Centro di Salute Mentale.

E' proprio alla luce degli indubbi disagi psichici dell'uomo che il suo legale, l'Avv. Ghini Roberto, ha avanzato la richiesta di incidente probatorio al fine di verificare se lo stesso, nella notte del novembre scorso, fosse capace di intendere e di volere. Nonostante l'opposizione della Procura, il Giudice per le Indagini Preliminari Eleonora Pirillo ha accolto la richiesta in mattinata, conferendo l'incarico ad un perito da lei scelto.

"Ritengo che sia opportuno accertare le condizioni di una persona che ha avuto problematiche oggettive: il mio assistito da giovane è stato vittima di un incidente motociclistico dal quale sono derivati permanenti danni cerebrali, ed è noto che sia stato ricoverato presso diverse cliniche modenesi per patologie di natura psichica" dichiara l'Avv. Ghini, sottolineando che nonostante non sussistano dubbi sullo scontro certamente avvenuto tra madre e figlio ne siano comunque discutibili le dinamiche e le modalità. 

Le operazioni di raccolta prove inizieranno il 26 aprile, e avranno una durata di due mesi: "sono certo che questo incidente probatorio aiuterà a ricostruire con esattezza cosa è accaduto quella tragica notte", conclude.

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