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Martedì, 9 Agosto 2022
Cronaca

Morte dopo l'inizezione di silicone, Pamela Andress a processo a fine ottobre

La trans brasiliana è accusata di morte in conseguenza di altro reato, esercizio abusivo della professione e omissione di soccorso per il trattamento a domicilio che portò alla morte della 35ene di Maranello Samata Migliore

Poco meno di tre mesi e arriverà il primo verdetto sulla tragica vicenda che, lo scorso 21 aprile, ha portao alla morte di Samata Migliore, 35enne residente a Maranello. E' infatti stata rinviata a giudizio, con udienza fissata il prossimo 26 ottobre, Pamela Andress, la brasiliana che ha svolto l'intervento di aumento del seno presso l'abitazione della maranellese iniettando silicone liquido che si sarebbe poi rilevato fatale, probabilmente causando un embolo che ha portato al decesso della donna.

La Andress, che sarà sottoposta a giudizio immediato, senza udienza preliminare, è accusata tre reati: morte in conseguenza di altro reato, esercizio abusivo della professione e omissione di soccorso. La Procura - dopo le indagini svolte dal Comando Compagnia Carabinieri di Sassuolo, dal Comando Stazione Carabinieri di Maranello e dal Reparto del Nucleo Antisofisticazione dei Carabinieri di Parma - ipotizza infatti che la transgender si sia allontanata dall'appartamento quando la donna ha manifestato sintomi di malessere, in seguito alle iniezioni. 

Iniezioni che per altro la 52enne non avrebbe potuto eseguire, in quanto trattamento che richiede non solo una qualifica professionale, ma anche un ambiente con adeguate condizioni igienico-sanitarie.

Pamela Andress si trova ancora ai domiciliari, da ormai alcuni mesi, presso la sua abitazione di Napoli: dopo il fatto si era fermata da un conoscente a Ferrara, per poi costituirsi ai Carabinieri di Cento diverse ore dopo la morte della "paziente". La misura cautelare adottata nei suoi confronti è stata mirata ad impedire che potesse realizzare altri interventi, come per altro aveva già fatto in passato.

La cronaca della tragedia

Samanta Migliore aveva 35 anni e viveva a Maranello con cinque figli, avuti da diverse relazioni. Suo malgrado era già diventata nota alle cronache locali, dopo essere stata vittima di un tentato omicidio da parte del compagno. Era successo due anni fa, precisamente la mattina del 16 novembre 2020, quando lo stesso uomo si era presentato ai Carabinieri confessando di aver sparato con una pistola alla compagna dopo una lite. Samanta era quasi miracolosamente sopravvissuta a quel colpo, che le aveva procurato una frattura superficiale delle ossa craniche.

Poi il destino ha girato di nuovo le spalle alla donna. La 35enne sarebbe deceduta in seguito ad un trattamento estetico a domicilio, un ritocco al seno: le sostanze utilizzate avrebbero causato un embolo, a seguito del quale sono intervenuti i sanitari del 118. La corsa all'Ospedale di Baggiovara si è però dimostrata inutile e la donna è deceduta senza più riprendere conoscenza.

Presenti sulla scena i famigliari, fra tutti il marito Antonio Bevilacqua, che ha allertato i soccorsi. Ma ormai era troppo tardi. La tragedia ha toccato profondamente Maranello e puntato nuovamente i riflettori su chi si improvvisa estetista ed esegue trattamenti che necessitano di esperienza, attrezzature e ambienti idonei.

Il colpo di pistola, un nuovo matrimonio e l'iniezione fatale: il dramma di Samanta

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