Cronaca

Accusò i giornalisti di essere vicini alla mafia, a processo il referente modenese di Libera

Maurizio Piccinini rinviato a giudizio per diffamazione in seguito alla querelle tra l'associazione locale e il direttore del quotidiano Prima Pagina, Giuseppe Leonelli, oggi alla guida de La Pressa

Guai giudiziari in arrivo per il modenese Maurizio Piccinini, referente provinciale dell'associazione antimafia Libera. Il Gip del Tribunale di Modena ha infatti deciso per il rinvio a giudizio di Piccinini con l'accusa di diffamazione, a seguito della querela presentata dal giornalista Giuseppe Leonelli, attuali direttore responsabile del quotidiano online La Pressa. I fatti si riferiscono però al 2016, quando Leonelli e l'associazione modenese furono protagonisti di botta e risposta sulle pagine di Prima Pagina.

Libera non gradì la pubblicazione di un articolo a firma del direttore circa le consulenze ottenute dall'avvocato Enza Rando, una dei protagonisti locali e nazionali della vita associativa e delle attività del gruppo di don Ciotti, e Maurizio Piccinini replicò in modo veemente accostando il quotidiano alle mafie.

Un'accusa grave che il Tribunale ha valutato passibile di processo, come si legge nelle motivazioni riportate oggi da La Pressa: "L'accostamento, dedotto in termini di assolutezza, tra chi attacca Enza Rando ed il porsi oggettivamente al fianco delle mafie costituisce con tutta evidenza una lesione dell'onore e della reputazione del destinatario di tale valutazione, in ragione del noto disvalore attribuito alle organizzazioni criminali ed ai relativi fiancheggiatori, cui il Leonelli risulterebbe ascritto semplicemente per aver redatto una inchiesta giornalistica, con argomentazioni la cui fandatezza non è lecito esaminare in questa sede".

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