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Cronaca Formigine

Pugno duro contro gli anarchici, la Procura chiede il carcere

I due giovani di Cremona arrestati per gli scontri di Formigine si trovano ai domiciliari, ma la Procura di Modena chiede una misura più esemplare. Zincani: “Azione premeditata che non si può tollerare. Niente indulgenza”

Dalla Procura della Repubblica di Modena parte il messaggio: niente sconti per gli anarchici violenti protagonisti dello scontro con le forze di Polizia, avvenuto lo scorso 12 dicembre a Formigine. I due giovani tratti in arresto, un ragazzo di 21 anni e una ragazza di 25, originari di Cremona, si trovano ora agli arresti domiciliari, a seguito del provvedimento emesso dal Gip del Tribunale di Modena. Una misura che tuttavia non convince la Procura.

E' lo stesso Procuratore Vito Zincani – nelle sue ultime ore di permanenza in città prima del commiato per pensionamento – a far sapere di aver interposto appello contro l'ordine di scarcerazione. “Non si può essere indulgenti – dichiara secco Zincani, stigmatizzando quanto accaduto a Formigine – Si è trattato di un'azione premeditata, pianificata in modo militaresco allo scopo di creare uno scontro. E in un periodo di grave disagio sociale non si può essere indulgenti con chi decide di innescare un clima di odio da guerra civile”.

Per la Procura, insomma, si tratta di dover dare un segnale forte, che vada oltre il singolo caso in esame, per il quale il Gip non aveva ritenuto esistessero gli estremi per la custodia prolungata in carcere. Zincani sottolinea: “Si rischia di sembrare permissivi quando invece questi comportamenti non dovrebbero essere tollerati – e aggiunge – per giunta con questa condotta si finisce per tradire i fini di una manifestazione, rispondendo a posizioni estremiste (quelle della manifestazione anti-immigrati di Forza Nuova ndr) con un estremismo violento e peggiore”. Ora si attende il riesame.

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