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Sabato, 21 Maggio 2022
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Camici Sporchi, la Modena ritorna sulla cattedra di Cardiologia

Il rettore Andrisano ha stabilito il reintegro per la prof.ssa Maria Grazia Modena, che ha iniziato proprio questa settimana la sua fase processuale per lo scandalo di Cardiologia. Potrà insegnare agli aspiranti medici, ma non più curare i pazienti

L'ex primario di Cardiologia del Policlinico di Modena, Maria Grazia Modena, coinvolta nella maxi inchiesta denominata “camici sporchi”, potrà tornare a insegnare all'Università di Modena e Reggio Emilia. Lo ha deciso il nuovo Rettore dell'ateneo Angelo Andrisano attraverso una delibera rettorale firmata lunedì scorso, come si apprende dall'emittente televisiva Trc. Si tratta di un provvedimento che sancisce il reintegro della professoressa per quanto riguarda la didattica e la ricerca, ma non la parte assistenziale. I Pm che seguono l'inchiesta hanno chiesto per la Modena e altri dirigenti il rinvio a giudizio: per loro le ipotesi di reato vanno da corruzione, truffa al servizio sanitario nazionale, abuso d'ufficio, falso in atto pubblico e violenza privata.

Maria Grazia Modena può quindi riprendere possesso fin da subito della sua cattedra di Cardiologia all'università, senza però poter tornare a lavorare come medico all'interno del Policlinico. La professoressa era stata sospesa in via cautelare all'inizio del 2012, provvedimento poi confermato dell'ex rettore Tomasi e solo a gennaio 2013 era tornata a Modena dopo il suo "esilio" in Veneto, con obbligo di firma. Proprio lunedì scorso in tribunale si è aperto con l'udienza preliminare il lungo iter giudiziario dell'inchiesta dove risultano indagati oltre alla Modena anche l'ex direttore del laboratorio di emodinamica, Giuseppe Massimo Sangiorgi, i dirigenti del reparto di cardiologia del Policlinico e altre decine di medici.

Secondo la Procura modenese e secondo quanto accertato dai carabinieri del Nas, tra il 2009 e l'inizio del 2011, le aziende biomedicali “avrebbero pagato affinché nel reparto allora diretto dalla prof Modena venissero usati i loro presidi medici, anche quando non era strettamente necessario facendo confluire i soldi sul conto di tre Onlus gestite dall'emodinamista Sangiorgi: in cambio i cardiologi avrebbero pubblicato i loro studi sulle riviste scientifiche citando le multinazionali e procurando loro prestigio internazionale”, come si legge negli atti. (TMNews)

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