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Cronaca

Monitoraggio dei tumori nella Bassa modenese, il fumo è la prima causa di cancro

Il Progetto I.D.E.A.L.E. ha studiato la causa sul cancro. Il primo motivo rimane il fumo, ed è stata registrato l'aumento di fumatrici donne. La soluzione rimane uno stile di vita sano

Sono stati presentati gli esiti del progetto I.D.E.A.L.E. che ha studiato la presenza di rischi specifici per il tumore al polmone nella bassa modenese. Grazie ad un lavoro congiunto dell’Azienda Usl di Modena di ARPA e dei medici di medicina generale sono state intervistate 649 persone residenti in uno dei nove comuni del distretto. Dall’indagine arriva la conferma che il maggiore fattore di rischio è il fumo mentre la conduzione di sani stili di vita riduce il rischio di ammalarsi

MODALITA' DELLO STUDIO. Lo studio, al quale hanno partecipato attivamente il Gruppo di lavoro dell’unità Operativa di Medicina Oncologica degli Ospedali di Mirandola e Carpi, il Centro Tematico Regionale Ambiente Salute di ARPA Emilia-Romagna e il Servizio di Epidemiologia del Dipartimento di Sanità Pubblica dell’Ausl di Modena, ha indagato l’incidenza dei tumori al polmone sui modenesi, con riferimento ad un arco temporale dal 2009 al 2010. In particolare sono state inserite nello studio 130 persone, sia di sesso femminile sia di sesso maschile, con diagnosi per neoplasie all’apparato respiratorio.  A questo campione si sono affiancate altre 519 persone non affette da tumore al polmone, identificate attraverso l’anagrafe regionale, ma con caratteristiche simili, per età e residenza alle persone malate.

AUMENTA LA PERCENTUALE DI DONNE FUMATRICI. Dallo studio si è avuta conferma che tra i malati di tumore al polmone c’è ancora una netta prevalenza dei pazienti di sesso maschile, il 78% del totale, anche se, a causa dell’aumento della percentuale di donne fumatrici, la differenza si sta progressivamente attenuando. Indicazioni piuttosto evidenti emergono anche analizzando l’età in cui si manifesta la malattia. Nella maggioranza dei casi si tratta di persone che hanno superato l’età di 70 anni, anche perché la latenza della malattia è molto lunga, tra i 20 e i 30 anni. I fumatori risultano avere un rischio di ammalarsi di tumore 7 volte superiore rispetto ad una persona non fumatrice. 

GLI EFFETTI DEL CANCRO HANNO UNA LATENZA DI 20-30 ANNI. Indicatori di una certa rilevanza statistica mettono in luce la presenza di un rischio leggermente più elevato per gli operatori impegnati in agricoltura. Questo risultato, in considerazione anche del fatto che, come ricordato, la latenza è di circa 20-30 anni, e che l’età delle persone che si sono ammalate è di norma superiore ai 65 anni, è con ogni probabilità da mettersi in collegamento con una situazione oggi pressoché superata. È più che verosimile ipotizzare infatti che il rischio sia da collegarsi ad un uso massiccio di sostanze chimiche di sintesi quali fungicidi, diserbanti, ed in particolare pesticidi arsenicali, nel ventennio precedente gli anni 80, ovvero prima del loro divieto.

SOLUZIONE: LO STILE DI VITA SANO. Rispetto invece agli agenti ambientali, pur ricordando che recentemente uno studio europeo ha dimostrato che esiste una stretta relazione tra inquinamento atmosferico e rischio tumori al polmone, va precisato che non sono emersi dati statisticamente rilevanti. Dallo studio I.D.E.A.L.E. emergono, infine, anche alcune positive conferme legate alla conduzione di sani stili di vita. In particolare risulta evidente che il consumo regolare di frutta e verdura, almeno tre porzioni al giorno, rappresenta un fattore protettivo rispetto all’insorgenza del tumore al polmone. 

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