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Cronaca Sacca / Via Alfonso Paltrinieri

Quartiere Sacca, le biciclette sfilano per chiedere la “zona 30”

Venerdi 25 diverse associazioni daranno vita ad una migrazione ciclistica da piazza Mazzini fino alla Sacca, per sollecitare il Comune a mettere in sicurezza il cavalcavia Mazzoni e studiare l'abbassamento del limite di velocità a 30 km/h nel quartiere

Diverse associazioni si sono unite al Comitato del quartiere Sacca e si sono date appuntamento per una manifestazione che vuole sensibilizzare cittadini e soprattutto Amministrazione Comunale sul tema della mobilità – ciclistica e non - del quartiere sorto intorno al villaggio Ina Casa, nella parte nord della città. “M'illumino di più”, questo il nome dell'evento in programma venerdi 25 ottobre, durante il quale uno sciame ciclistico si snoderà da piazza Mazzini (ore 18) fino alla Polisportiva Sacca di via Paltrinieri, attraversando l'ostico cavalcavia Mazzoni. 

“M'illumino di più è ciclo raduno nato per sensibilizzare all'uso corretto, anche in notturna, della bicicletta – spiegano gli organizzatori - e per dimostrare che l'intera area a nord della ferrovia è isolata dal centro storico avendo come unico passaggio ciclabile il cavalcavia Mazzoni pericolosissimo per i ciclisti”. Iniziativa è promossa dal Comitato insieme a Ciclofficina, CicloStile Modena, Fiab-Amici della bicicletta di Modena, Ingegneria senza frontiere, Legambiente, Salvaciclisti, UISP Ciclismo.

Tra le richieste più significative vi è sicuramente quella di prevedere per l'area della Sacca una zona con limite di velocità di 30 km/h, a tutela della sicurezza di ciclisti e pedoni. Si tratta di una proposta già emersa durante il percorso partecipativo che l'Amministrazione ha portato avanti dopo l'intricata vicenda dell'edificazione sul campo da calcio Cesana. “Il quartiere è cresciuto molto in questi decenni e prevede di crescere ancora, ma poco o nulla è stato fatto per la mobilità – spiega Gianni Zetti, responsabile del Comitato, che prosegue – La Sacca e tutta l'area nord sono di fatto isolate rispetto al centro storico: molte persone si muovono in bicicletta, ma non esistono percorsi sicuri, né sul perimetro del quartiere, né soprattutto per chi vuole recarsi in Centro Storico”.

Lo stesso Zetti illustra le soluzioni attuali, che ricevono una sonora bocciatura: “C'è il sottopasso di via Razzaboni – spiega – ma i problemi di sicurezza per le sue brutte frequentazioni sono noti a tutti; ci sarebbe il cavalcavia Cialdini, ma la ciclabile si interrompe e resta solo un marciapiede addirittura sterrato; c'è il sottopasso Porta Nord della stazione, ma l'ascensore spesso non è in funzione e bisogna percorrere lentamente lunghi tratti a mano; c'è poi il cavalcavia Mazzoni, che però oltre la pericolosità è difficilmente praticabile da anziani o bambini”. Insomma, una soluzione alternativa è quantomeno auspicabile.

Vi è poi la questione della carenza di ciclabili intorno al Villaggio, che parte da quelle di via delle Suore e di via Fanti, promesse mai mai realizzate. “Lungo le strade che delimitano il quartiere, come via delle Suore, via Cassiani, via Anderlini e via Paltrinieri, le automobili sfrecciano a grande velocità, e girare in bicicletta è veramente pericoloso. Non esistono – sottolinea il responsabile del Comitato – passaggi sicuri regolati da semafori e neppure dissuasori. Noi chiediamo al Comune di progettare insieme a noi un intervento organico e risolutore, con una zona con limite di 30 km/h che garantisca maggior sicurezza, secondo i dettagli tecnici che non spetta certo a noi definire”.

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