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I sindacati presidiano l'ingresso dei Poliambulatori

I sindacati presidiano l'ingresso dei Poliambulatori

Amianto ai Poliambulatori, i sindacati chiedono nuove risposte

Dopo oltre due anni dall'accertamento della presenza di fibre di amianto nelle strutture dei Poliambulatori, i sindacati denunciano l'assenza di tutela per gli operatori e per gli utenti, chiedendo conto all'Azienda Usl e al Policlinico del futuro di quegli spazi

Era il luglio del 2011 quando la notizia riempì le cronache locali destando preoccupazione e tensioni. Nell'estate di ormai tre anni fa i campionamenti effettuati da Arpa Emilia-Romagna evidenziarono infatti la temuta presenza di fibre di amianto nelle strutture poliambulatoriali di via Marzabotto, nell'area del Policlinico. L'eternit è infatti contenuto sia nei pannelli di rivestimento esterno degli edifici, sia nelle mattonelle in linoleum dei pavimenti: da subito l’Azienda Usl si era attivata per la tutela dei dipendenti e degli utenti, controllando tutte le pavimentazioni e sostituendo quelle lesionate, così come aveva “incapsulato” le pannellature del lato interno, per isolarle.

Fortunatamente, tutti i campionamenti ambientali volti alla ricerca di fibre di amianto nell’aria hanno sempre dato esito negativo, almeno fino a quando sono stati resi pubblici, a inizio 2012. Ma essendo passato un considerevole lasso di tempo, i sindacati della sanità hanno deciso di fare nuovamente luce sulla faccenda, preoccupati per le sorti dei propri associati e dei cittadini che frequentano le strutture sanitarie incriminate. Qusta mattina infatti, Cisl/Fp, Fials e Cobas hanno indetto un presidio di fronte all'ingresso dei Poliambulatori, sensibilizzando gli utenti e i colleghi sui rischi per la salute e chiedendo risposte alle Aziende sanitarie.

“Con l'inizio del nuovo anno continua la nostra protesta sul tema della sicurezza – spiega Patrizia De Cosimo della Cisl – Queste strutture risentono di gravi problemi fin dalla loro edificazione, soprattutto di natura logistica. Non è un caso che oggi manchi una squadra di emergenza e che gli stessi Vigili del Fuoco hanno imposto di svuotare il secondo e il terzo piano, che non consente evacuazioni in sicurezza. Sul tema dell'amianto chiediamo che che le Aziende sanitarie ci diano conto di quanto accade – conclude la De Cosimo – dal momento che vigilare sulla salute è un compito di qualsiasi sindacato serio e innanzitutto, per definizione stessa, dell'Ausl”.

I rappresentanti dei lavoratori puntano poi il dito contro i lavori di manutenzione: “Al piano terra si è reso necessario l’ennesimo intervento di manutenzione per sanare l’ammaloramento delle mattonelle – racconta Cesare Bruno della Fials – purtroppo però ciò avviene, come il caso di venerdì 20 dicembre, anche senza avvertire il personale in servizio che, in piena attività, vede arrivare squadre di operai specializzati ‘scafandrati’ con tute bianche e maschere per proteggersi dal rischio d’inalare anche solo una piccola ma letale particella di amianto”. Pare perciò che il nodo sia proprio questo, ovvero l'assenza di protezione  - e talvolta anche dell'informazione - per il personale, gli studenti ed i cittadini presenti durante i lavori di sostituzione delle piastrelle.

“Cosa è successo in questi 15 o 20 anni, prima che si scoprisse il problema delle fibre cancerogene? - prosegue l'esponente Fials – Vorremmo che un medico competente dell'Azienda dicesse la sua, basandosi su documenti reali e, perchè no, che si pensasse ad uno screening per gli operatori. Esiste un documento del precedente Direttore Sanitario che parlava di lasciare questi edifici nel giro di tre anni: cosa si sta aspettando? L'Ospedale di Baggiovara è mezzo vuoto, perchè non trasferire là i servizi?”.

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