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Cronaca Sant'Agnese / Via Vignolese

"Tfa, l'Unimore non dice le cose come stanno: ora parliamo noi"

I candidati al Tfa attaccano il Rettore Aldo Tomasi: "Da parte sua affermazioni non giustificabili, alcuni di noi sono stati insultati dalla Commissione". Ecco cosa non ha funzionato venerdì scorso

Non si placa l'ondata di protesta per le domande "poco pertinenti" incluse nella prova per il Tfa dello scorso venerdì 21 settembre. In tanti ci avete scritto, o inviandoci mail o lasciando un commento all'articolo precedente, raccontando la vostra versione di candidati per questa difficile prova di ammissione. "I Carabinieri - ci hanno scritto Silvia Nicoli e Marco Giaccaglia - sono stati chiamati dalle Commissioni sotto richiesta dei candidati e in alcuni casi da candidati stessi per velocizzare il procedimento - ha spiegato la candidata al test - In alcuni casi sono anche stati contattati Guardia di Finanza e Polizia, che ci hanno consigliato di rivolgerci al 112".

Dello stesso tenore anche i commenti lasciati al racconto dell'accaduto fatto su ModenaToday: "Le forze dell'ordine non sono state chiamate da costoro (personale Unimore) ma dai partecipanti al test per la classe A033 del concorso Tfa - ha scritto Anna - Ricordo altresì che questa seconda prova fa seguito ad una prima prova in cui il 20% delle domande erano state dichiarate errate, con conseguente correzione dello stesso Miur che ha riconosciuto lo 'sfondone'. Quanto dichiarato dal Rettore sarà ulteriormente smentito dal confronto con le altre prove somministrate nelle altre università in cui si è svolta la prova scritta del Tfa per la classse di concorso A033".

Ampiamente circostanziato il racconto di Davide Mostarda, partecipante al test nell'aula FA-1-E: "I Carabinieri sono stati chiamati dalla Commissione dopo esplicita ed insistente richiesta di noi esaminandi, visto che noi non potevamo farlo perchè ci erano stati sequestrati, come da regolamento, i telefoni cellulari. Prima di decidere di chiedere l'annullamento della prova è stato espressamente e pubblicamente chiesto se nell'aula qualcuno fosse in grado di svolgere il compito assegnato. Visto che nessuno ha alzato la mano, si è proceduto nella richiesta di annullamento, quindi, almeno nella mia aula, non c'è stato nessun atto intimidatorio, né nei confronti dei nostri colleghi, né nei confronti della Commissione". A rendere il quadro della situazione a tinte ancora più fosche è stato "Chi ha deciso di proseguire lo svolgimento del test - ha aggiunto il candidato - approfittando della confusione che si è venuta a creare, rientrando in possesso dei cellulari e connettendosi alla rete oppure sfogliando libri che si era portato dietro. Questo rende, se possibile, la prova ancor più irregolare". Gli argomenti materia di esame "non erano solamente fuori tema rispetto ai decreti ministeriali, ma anche esclusivi, rendendo di fatto la prova inutile per chi, come me, ha conseguito una laurea in Architettura e non ha dimestichezza con la Fisica Tecnica dei materiali". 

Per Fabio, altro candidato presente alla prova della discordia, il "cahier de doleancés" è decisamente lungo e dettagliato: "Le buste sono state aperte alla presenza di due testimoni, sorteggiati tra i partecipanti, ma non sono state scelte tra più opzioni (non sono state scartate, come di rito, altre due). Vi era invece un’unica busta contenente gli stessi quesiti disposti in ordine variato in base al foglio (con tre opzioni di disposizione)". Secondo Fabio, "Lo sconcerto e lo sbigottimento di fronte alle prove richieste è stato quasi immediato - ha spiegato - Questo è avvenuto in sincrono in tutte le stanze. Nelle diverse aule, i partecipanti hanno iniziato verbalmente a dissentire circa la coerenza tra il programma ministeriale della classe di concorso oggetto e le domande che venivano in quel contesto presentate. Molti si sono alzati andando personalmente a chiedere giustificazione dei fatti alla commissione d’esame. La situazione è andata via via involvendo in una totale confusione per l’incapacità di dare soluzione da parte della commissione ai quesiti che venivano posti da parte dei partecipanti". Inaccettabili le parole del Rettore Aldo Tomasi: "A detta dei presenti non risulta esserci stata minaccia verso la persone della commissione risultando pertanto non giustificabile l’affermazione del Rettore del’Università, alcuni di noi invece hanno ricevuto insulti sulle competenze" con epiteti decisamente poco eleganti. 

 

 

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