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Mercoledì, 18 Maggio 2022
Cronaca

Più raccolta differenziata nel modenese: bene Novi, S. Cesario e Nonantola

Aumenta la raccolta differenziata in Provincia di Modena. Il livello provinciale nel 2013 ha raggiunto la quota del 58,9 per cento, cioè ogni modenese nel 2013 ha riciclato 371 chili

Aumenta la raccolta differenziata in Provincia di Modena. Il livello provinciale nel 2013 ha raggiunto la quota del 58,9 per cento, in aumento rispetto al 2012, quando la quota raggiunta era stata del 56,6 per cento. Ogni modenese nel 2013 ha riciclato 371 chili di rifiuti contro i 354 chili del 2012. Sempre nel 2013, quindi, su un totale di 443.447 tonnellate di rifiuti complessivamente prodotte (441.838 nel 2012), oltre 261 mila sono state raccolte in modo differenziato. 

NOVI, S. CESAREO E NONANTOLA I PIU' RICICLONI, MALE PAVULLO. Tra i Comuni più “ricicloni” al primo posto si conferma Novi che sale al 76,2 per cento, al secondo S.Cesario sul Panaro con il 73,9 per cento, al terzo  Nonantola con il 73,7, poi Bomporto con il 73,5 per cento. Oltre il 70 per cento anche Castelvetro (70,8 per cento).  Modena raggiunge quota 58,3 per cento, Carpi  62,4 e Sassuolo il 58,2. In montagna Pavullo raggiunge il 38,7 per cento, Prignano al 64,1 per cento e Guiglia al 62,3 per cento. I dati suddivisi per area indicano l'area nord al 54,8 per cento di raccolta differenziata, la bassa pianura al 61,9 per cento, la collina al 60,7 e la montagna al 39,7 per cento. 

COME VENGONO GESTITI I RIFIUTI NEL MODENESE. Sempre sulla base dei dati dell'Osservatorio provinciale, relativi al 2013, emerge che delle oltre 182 mila tonnellate (erano 191 mila nel 2012) raccolte in modo indifferenziato, quasi 121 mila tonnellate, pari al 27,3 per cento del totale dei rifiuti urbani prodotti, sono finite nel termovalorizzatore di Modena, circa cinque mila tonnellate (pari all' 1,2 per cento del totale) all’impianto di selezione e biostabilizzazione di Carpi e il resto, circa 56 mila tonnellate (pari al 12,7 per cento del totale) è finito nelle quattro discariche attive nel 2013 nel modenese: Carpi e Mirandola (Aimag), Finale Emilia (Feronia) e Zocca (Hera). Della raccolta differenziata solo lo 0,7 per cento (quasi tre mila tonnellate) viene avviato direttamente a impianti di smaltimento poiché non riciclabile, il resto (oltre 258 mila tonnellate, erano 248 mila nel 2012) è avviato al recupero.

CRESCE LA PRODUZIONE DI RIFIUTI SOLIDI URBANI. Complessivamente i modenesi nel 2013 hanno prodotto 443.447 tonnellate di rifiuti (nel 2012 erano 441.838, ma nel 2011 si era arrivati a 454.078 tonnellate); in pratica ogni modenese ha prodotto, nel 2013, 631 chili di spazzatura (sei in più rispetto al 2012). In diminuzione i rifiuti indifferenziati raccolti, con una raccolta differenziata che supera quota 261 mila tonnellate.  Per quanto riguarda la composizione della differenziata quasi il 22 per cento è costituita da carta e cartone, il 19 da sfalci e potature, il 17,5 per cento dalla frazione organica, quasi il 10 per cento da vetro e lattine, oltre l'8 per cento da legno, l'8 da plastica, il 5,7 per cento da inerti, poi ingombranti, pneumatici, metalli, abiti e prodotti tessili e rifiuti elettronici ed elettrici (Raee). 

IL CASO DELLE MACERIE DEGLI EDIFICI CROLLATI. Anche nel 2013 è proseguita la raccolta delle macerie degli edifici crollati o demoliti a causa del sisma: tra il 2012 e il 2013 quasi 426 mila tonnellate  di macerie sono state raccolte nelle aree di stoccaggio per la selezione e la cernita in vista di un definitivo smaltimento. 

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