Rapina in villa, fermata una banda di rumeni residenti a Modena

Da un colpo ai danni di un imprenditore reggiano sono partite le indagini dei Carabinieri. Coinvolta anche una colf che si era fatta picchiare dai rapinatori, ma era in realtà una complice dei suoi connazionali malviventi

I Carabinieri della vicina Reggio Emilia sono riusciti a fermare sei giovani rumeni, accusati a viario titolo – tra furto e ricettazione – di essere i protagonisti un'efferata rapina commessa lo scorso primo agosto nella villa di un noto imprenditore reggiano. Un colpo che era fruttato 50mila euro di bottino, ma che aveva fatto scalpore per la violenza usata contro la colf 27enne, cui era stata fratturata una costola dopo una presunta colluttazione.

E proprio la testimonianza della donna aveva insinuato qualche dubbio negli inquirenti, che avevano riscontrato alcune anomalie nel racconto della ragazza, ricoverata con 20 giorni di prognosi. Dopo accurate indagini i militari dell'Arma hanno infatti scoperto che la giovane era in realtà una complice e che – per quanto assurdo potesse sembrare – si era fatta picchiare volontariamente per allontanare ogni sospetto.

Ieri la donna, che aveva denunciato la rapina in rima persona, è stata sottoposta a fermo, insieme ad un connazionale di 26 anni, anch'egli residente a Modena. I Carabinieri sono sulle tracce di un terzo cittadino rumeno che avrebbe preso parte al colpo. Per loro si ipotizzano i reati di concorso in furto aggravato in abitazione con l'aggravante dell'ingente danno economico e dall'aver commesso il fatto con l'abuso di relazioni domestiche.

Ma le indagini hanno permesso anche di individuare altre tre persone, coinvolte come ricettatori e residenti sempre sulla sponda nostrana del fiume Secchia. Si tratta di tre fratelli rumeni, di 28, 29 e 24 anni, tutti residenti a Modena, che svolgevano il compito di tesorieri, avendo preso in consegna i preziosi orologi rubati nella villa reggiana.

Secondo quanto riferito dai Carabinieri, la mattina della rapina la collaboratrice domestica era stata trovata legata e imbavagliata, dopo essere picchiata brutalmente. Una messinscena fin troppo realistica, che sicuramente non aveva tratto in inganno il vicino di casa, che era stato il primo a soccorrerla attratto dalle su urla. Ma i Carabinieri di San Polo d'Enza e Castelnovo Monti sono stati più accorti e sono riusciti a risolvere il caso.

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