Ravarino: 30enne faceva prostituire due sue cugine, arrestato

I Carabinieri di Crevalcore hanno arrestato un uomo che faceva lavorare sui marciapiedi due cugine, minacciandole per farsi consegnare tutti gli incassi che poi sarebbero stati giocati alle slot machine e ai videopoker

Negli ultimi anni, la parola speculazione è finita sulla bocca di tutti a causa della crisi economica e delle montagne russe delle borse valori di tutto il mondo: a Ravarino, I. K. un albanese 30enne, a suo modo aveva trovato un espediente per fare profitto con "investimenti" ad alto rischio. Ovvero, faceva lavorare sui marciapiedi della provincia modenese e bolognese due cugine romene, una appena diciottenne, minacciandole per farsi consegnare tutti gli incassi che poi sarebbero stati giocati alle slot machine e ai videopoker. Ma la sua bella vita è stata interrotta dai carabinieri della Compagnia di Borgo Panigale, che lo hanno arrestato per favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. L'uomo avrebbe fatto alloggiare le due ragazze in un'abitazione di Crevalcore, Bologna, costringendole con minacce e botte a lavorare per lui, sui marciapiedi di Anzola Emilia e Borgo Panigale, ma anche a Modena e a Cervia, sulla riviera ravennate. Era lo stesso albanese, secondo quanto hanno ricostruito i militari, a decidere di volta in volta i luoghi migliori dove farle prostituire, in base alla stagione, ai proventi (ritenuti più bassi a Bologna e più alti a Modena e in riviera) e alla possibilità di evitare i controlli delle forze dell'ordine.

L'indagine ha preso il via da una segnalazione della diciottenne, che si è presentata in caserma non per accusare il suo sfruttatore, ma per denunciare la scomparsa della cugina di 24 anni. I militari si sono insospettiti e, dopo alcuni accertamenti, hanno scoperto che la ragazza se n'era andata volontariamente per sfuggire all'albanese, trovando rifugio in un luogo sicuro. Le indagini hanno portato all'appartamento di Crevalcore, preso in affitto dall'albanese nel maggio scorso. In una perquisizione i militari hanno trovato, oltre alla diciottenne, una pistola scacciacani, circa mille euro in banconote di vario taglio (ritenute provento dello sfruttamento), profilattici e capi di abbigliamento usati dalle ragazze per il lavoro sul marciapiede.

L'abitazione dell'uomo sarebbe stata usata anche come luogo per consumare rapporti sessuali fissati telefonicamente con clienti abituali (circa una decina), ai quali le giovani avevano dato il numero nel corso di precedenti adescamenti lungo la strada. Gli investigatori hanno anche ricostruito che l'albanese aveva il vizio del gioco, e spendeva gran parte dei guadagni delle prostitute alle slot machine e ai videopoker. Il Gip di Bologna ha convalidato il fermo dei carabinieri e disposto per l'uomo gli arresti domiciliari, a Ravarino.

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