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Mercoledì, 30 Novembre 2022

Rave party: tutto è bene, quel che finisce

Il Witchtek 2022 chiude i battenti. Una fotografia tra le macerie di un evento che ha fatto discutere

Questa notte, come la precedente, i ragazzi di Via Marino non sono andati a dormire. I rave party non conoscono il ritmo circadiano: si balla, si dorme, si mangia, quando si vuole.

Per questo alle prime luci dell’alba i bassi uscivano dal capannone così potenti, per questo per ogni persona che riposava nei camper munita di tappi per le orecchie, ce n’era una che ballava senza sosta sotto cassa.

“I rave party sono libertà” ci dicono i ragazzi, “non facciamo male a nessuno”. Per quanto possa divergere il loro concetto di libertà con quello della maggioranza, questa affermazione racchiude una verità. Salvo ai proprietari dei campi che circondano lo stabile, agli inquilini della casa adiacente, e ai rischi connessi alla circolazione sotto effetto di alcol e droga, i ravers, probabilmente, “non fanno male a nessuno”.

Tutti sono amici all’interno del rave. Quando passano tra i camper parcheggiati a centinaia intorno all’edificio, i ravers si salutano, sembrano andare d’accordo. Cuociono pasta e arrosticini, imbottiscono panini. Dentro al capannone saltellano sulla musica elettronica, muovendosi dentro ai loro jeans larghi, roteando il capo pieno di rasta che si appoggiano cadenzati sui giubbotti di pelle.

Tutto questo però, si svolge dentro un capannone abbandonato da anni, pericolante, in condizioni igieniche a dir poco pietose. L’odore, all’ingresso, è nauseabondo, disgustoso. Nel “punto ristoro” decine di persone pallide come fantasmi dormono avvolte dalle coperte termiche color oro, le stesse in uso al personale sanitario. La droga è un elemento imprescindibile. In ogni angolo c’è qualcuno che si droga, tra pasticche, bottigliette e polverine. “Solo gli spacciatori ci guadagnano nei rave”, dicono. E senza entrare nel campo della moralità, occupazione abusiva di edifici e spaccio di sostanze stupefacenti rientrano quantomeno in quello dell’illegalità. All’uscita, il terreno è costellato di chiazze di vomito e di urina.

Le montagne di immondizia iniziano ad essere raccolte intorno a metà mattina, quando comincia lo sgombero autonomo dei partecipanti in seguito a mediazioni e trattative con le Forze dell’Ordine, contemporaneamente intervenute per la messa in sicurezza dell’edificio. “Finché non alzano i manganelli, noi non abbiamo problemi” dice un ragazzo mentre raccoglie in un sacco azzurro le bottigliette ai piedi della Polizia schierata a fianco dell’ingresso. La Polizia ha parlato al megafono, e i ravers sembrano aver capito e obbedito: nel giro di poche ore, le migliaia di persone che avevano affollato lo stabile nei giorni precedenti non ci sono più. Rimangono “solo” centinaia di sacchi pieni di immondizia.

Non è servito alcun intervento di forza, è stata sufficiente – e chissà se necessaria - la presenza di venti camionette di Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza provenienti da tutta Italia, volanti, gazzelle, un elicottero, il 118, i Vigili del Fuoco.

“Dovete raccontare la verità”. Tra gli slogan rivolti ai giornalisti durante questa movimentata giornata, questo – con coloritura variabile –è stato uno dei più gettonati: con il filtro della personalità, eccola qui.

Il deflusso dal rave 31/10/2022

Dentro al rave party di Modena Nord, tra sballo e migliaia di giovani accampati 

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