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Chiude la partita iva e continua a lavorare in nero per ottenere il reddito di cittadinanza

Denunciato un cittadino straniero, scoperto dalla Guardia di Finanza di Sassuolo. Da inizio anno scovati 53 "furbetti"

In questo ultimo periodo, caratterizzato da una diffusa richiesta di sovvenzioni pubbliche per sopperire alle situazioni di difficoltà economiche dettate dalla crisi, l’attività di controllo delle Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Modena è ancora più mirata alla verifica che i contributi pubblici siano erogati nei confronti dei soggetti realmente “bisognosi” e che gli aiuti non vadano “dispersi” andando a beneficio di chi prova a fare il furbo.

Da ultimo, i Finanzieri della Compagnia di Sassuolo hanno accertato che un cittadino marocchino, residente a Fiorano Modenese, ha percepito illegalmente, per un anno e mezzo, circa 22.000 euro di “Reddito di cittadinanza” spettante a lui ed alla sua famiglia, composta alla moglie e da due figli. Lo straniero, dopo aver chiuso strumentalmente nel 2017 la propria partita iva con cui operava nel settore dei lavori meccanici, ha continuato ad lavorare in nero presentando quindi il liIsee senza il reddito effettivamente conseguito, diventando, di fatto, un “evasore totale”.

Infatti, a seguito dell’incrocio dei dati presenti nella “banca dati” dell’Anagrafe Tributaria, e principalmente quelli riferiti alla “fatturazione elettronica”, i Finanzieri sassolesi sono riusciti ad individuare le fatture emesse/ricevute dal soggetto ed a ricostruire il reale giro d’affari e gli introiti non dichiarati con l’obiettivo di incamerare il “reddito di cittadinanza”.

Il responsabile è stato denunciato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Modena per il reato previsto dall’art. 7 del D.L. n. 4/2019 che sanziona con la reclusione da due a sei anni chiunque, al fine di ottenere indebitamente il beneficio in argomento, rende o utilizza dichiarazioni o documenti falsi o attestanti cose non vere, ovvero omette informazioni dovute. Con distinta segnalazione è stato informato anche il competente ufficio dell’INPS per l’avvio della procedura per la revoca del beneficio e la restituzione di quanto illecitamente percepito.

Dall’inizio dell’anno, nell’ambito della quotidiana attività di polizia economico-finanziaria, i militari del Comando Provinciale di Modena hanno individuato complessivamente 53 soggetti che, a vario titolo, hanno illegittimamente beneficiato di varie “prestazioni sociali agevolate”, quali “reddito di cittadinanza”, l’esenzione dal pagamento del “ticket sanitario”, della “mensa” e del “trasporto scolastico”, per un valore complessivo pari a 77.000 euro. Anche questi “furbetti” sono stati oggetto di segnalazione ai competenti Uffici erogatori per l’avvio delle procedure di sospensione e recupero delle somme.

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