Omicidio-suicidio nel reggiano: 35enne carpigiana uccisa dall'ex

"Senza di lei non riesco a vivere": Ivano Ferrais ha lasciato un biglietto in garage per spiegare l'assassinio dell'ex moglie, Beatrice Mantovani, per poi togliersi la vita nel cortile di casa

Indagini dei Carabinieri

Ha aspettato che la sua ex moglie parcheggiasse davanti casa sua un furgone Fiat Scudo ieri mattina intorno alle 10 per coglierla di sorpresa con un fucile da caccia calibro 12 inserendolo nell'abitacolo dal finestrino lato passeggero: due spari, poi il ritorno nel cortile della sua villetta per puntare l'arma verso di sé e togliersi la vita. A Reggiolo (Re) si è consumata così la tragedia che ha visto protagonisti Ivano Ferrais, operaio 47enne veronese, e Beatrice Mantovani, 35enne carpigiana che, prima di recarsi a casa dell'ex marito, aveva appena accompagnato alla scuola materna la figlia.

Nel garage, un biglietto per chiedere scusa a tutti e la spiegazione: senza di lei non poteva vivere: i due coniugi si erano separati in giugno, dicono i conoscenti. La decisione sarebbe stata della donna, anche se le amiche raccontano che non era stata una scelta facile. La donna ha accompagnato la figlia all'asilo e poi si è diretta alla guida di un furgone Fiat Scudo a Reggiolo, nella villetta di via Ligabue 6 che aveva condiviso con il marito e dove ora viveva solo Ferrais.

I Carabinieri dovranno ora appurare le motivazioni che hanno spinto la donna a recarsi nella casa del marito (dopo la separazione era infatti tornata a vivere dai genitori). La donna è arrivata di fronte alla villetta e si è fermata. L'uomo l'ha raggiunta in strada con il fucile e le ha sparato due colpi dal finestrino sul lato del passeggero. Probabilmente la moglie, che stava scendendo dal furgone, non lo ha notato con l'arma. Dopo aver colpito la donna, Ferrais si è spostato nel cortile dell'abitazione e ha esploso un altro colpo di fucile, con cui si è tolto la vita.

I primi ad accorrere dopo aver sentito gli spari sono stati i vicini di casa. In terra, chiazze di sangue e il corpo esanime di Ferrais con il fucile accanto: l'arma, si saprà poi, era stata ereditata. I volontari della Croce rossa sono arrivati in un paio di minuti (la loro sede è in una via poco distante): la donna presentava ferite alla testa, per l'uomo ormai non c'era più nulla da fare.

Sono accorsi i carabinieri della Compagnia di Guastalla, coordinati dal maggiore Vittorio Boccia e dal capitano Stefano Petroni. I sanitari del 118 hanno tentato l'impossibile per salvare Beatrice Mantovani e l'hanno trasportata d'urgenza all'ospedale Maggiore di Parma, dove però la donna è morta all'arrivo nella struttura. Ferrais lavorava come operaio metalmeccanico a Novellara, lo stesso comune in cui la moglie Beatrice era barista, al Caffé Letterario. Le indagini sono coordinate dal pm Luca Guerzoni.

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