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Mercoledì, 29 Giugno 2022
Cronaca Piazza Grande

Regolamento Unesco, la protesta dei commercianti del centro

Rete Imprese attacca il documento presentato in bozza dall'Amministrazione Comunale, che riguarda gli esercizi posti nelle vie prossime ai monumenti tutelati: “Il regolamento è un arbitrio. E, per favore, il Comune non assuma l'Unesco come alibi...”

“Il Comune di Modena non assuma l'Unesco come alibi per un regolamento arbitrario e fuori dalla storia. E poi fare una cosa simile a due mesi dalle elezioni”. I presidenti di Rete Imprese della città di Modena - Silvia Manicardi di Lapam-Licom, Mauro Salvatori di Confesercenti, Nicola Fabbri di CNA e Massimo Malpighi di Ascom-Confcommrcio Fam - intervengono sul regolamento per la gestione dei luoghi dichiarati dall'Unesco 'Patrimonio dell'Umanità' all'interno della città di Modena, che il Comune ha da poco proposto e che vuole adottare entro la fine della consigliatura.

“Così come è stato presentato in bozza questo regolamento ha solo pretestuosamente a che fare con la materia. Infatti, prendendo a pretesto la definizione Unesco che coinvolge due edifici, Duomo e Ghirlandina, cala su gran parte della città antica una quantità di norme vessatorie e, per larga parte, in contrasto con le libertà economiche e civili assicurate dalle leggi italiane”. Al centro delle polemiche vi è una questione di piccole regole e divieti - dal colore delle tende al tipo di obrelloni da utilizzare - che finirebbero per pesare sulle tasche dei commercianti, ma anche per limitare la libertà d'impresa. Quest'ultimo caso riguarda il fatto che il Comune vorrebbe identificare il tipo di attività commerciali che si possano insediare in due determinate aree, eludendo totalmente la legge vigenti in Italia che non conferisce ad alcuno questo diritto sulle attività economiche. 

Altro discorso riguarda le stesse aree individuate dal regolamento, che vanno ben oltre i monumenti tutelati. Per capirci, sono inclusi via Farini sino alla chiesa di S.Giorgio, tutta via Modonella, tutto Canalchiaro, tutta Carteria, tutta piazza Matteotti, gli edifici ad est di piazzetta Muratori, quelli a sud ovest di Corso Canalgrande. La disposizione crea, un potere insindacabile in mano ai funzionari comunali, che, istruirebbero le domande al Comitato Tecnico, il cui parere è vincolante per ogni attività o arredo autorizzati. I presidenti cittadini di Lapam-Licom, CNA, Ascom Confcommercio Fam e Confesercenti proseguono: “Non dimentichiamo che Unesco ha dichiarato patrimonio dell'umanità Duomo e Ghirlandina, non tutto il centro storico. Se Unesco avesse ritenuto di doverlo fare lo avrebbe fatto come ha fatto a Roma, Mantova, Ferrara, tanto per citare qualche esempio dove tutto il centro è stato dichiarato patrimonio dell'umanità e dove nessuno si sogna di introdurre norme così restrittive e vincolanti”.

Insomma, per le associazioni aderenti a Rete Imprese questo regolamento non sta in piedi. “Un ultimo esempio – proseguono le associazioni - perché il palazzo della banca di fronte al Duomo deve essere tutelato allo stesso modo della Cattedrale stessa? E perché limitare il numero delle manifestazioni in Piazza Grande? Perché le manifestazione che si possono fare non devono esporre striscioni commerciali, questi signori pensano che il mondo sia pieno di sponsor che vogliono rimanere anonimi?” Molti interrogativi ai quali il Comune dovrà dare risposta in tempi davvero rapidi, dal momento che già in aprile le attività di questa Amministrazione si interromperanno fino alle prossime elezioni di fine maggio.

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