Violazioni senza sosta, revocata la licenza al market etnico di via Piave

Polizia locale, definitivamente chiuso l’esercizio oggetto di numerose segnalazioni e controlli. Il provvedimento disposto per motivi di sicurezza e ordine pubblico

Serrande abbassate, ma questa volta non per cinque, dieci giorni o un mese. Il Comune di Modena ha revocato l’autorizzazione di esercizio per il commercio al negozio di vicinato Accra Market situato in via Piave 62. Martedì 21 aprile verso le 15 la Polizia locale incaricata di verificare l’esecuzione del provvedimento si è recata sul posto e, costatando che l’esercizio era ancora aperto, lo ha fatto immediatamente chiudere.

All’interno gli operatori del nucleo di Polizia commerciale non hanno trovato la titolare, un’italiana di origini ghanese, ma la sorella. Anche a lei, che normalmente gestisce l’esercizio, è stato pertanto notificato il provvedimento già notificato via Pec dal Suap alla titolare. Nei prossimi giorni l’addetta potrà entrare nel negozio solo per prelevare le merci ancora all’interno; mentre se riaprisse l’esercizio a fini commerciali potrebbe incorrere in un reato penale.

Il procedimento di revoca è stato avviato il 5 marzo; scaduti i termini per la presentazione di note difensive da parte dell’impresa interessata, è diventato effettivo. La revoca del titolo autorizzativo all’esercizio al dettaglio di prodotti alimentari ed extralimentari è stata disposta dal sindaco, su richiesta della Prefettura, dopo le numerose violazioni amministrative accertate negli scorsi mesi da Polizia locale e Questura di Modena, che hanno portato anche a sospensioni dell’attività.

L’esercizio è stato frequentemente oggetto di segnalazioni da parte dei residenti della zona e di controlli della Polizia locale e della Questura in seguito a episodi di illegalità sia all’interno che all’esterno. In particolare, appena un mese dopo l’apertura a marzo dello scorso anni, gli operatori del nucleo di Polizia commerciale della Polizia locale avevano sequestrato diversi prodotti in vendita privi delle indicazioni obbligatorie. Successivamente, ad agosto, oltre alle violazioni amministrative al Regolamento comunale di igiene alimenti e bevande, era stata attestata la presenza di clienti che arrecavano disturbo. A distanza di pochi giorni, la Questura aveva ordinato la sospensione dell’attività per 10 giorni dopo aver identificato tra gli avventori presenti all’interno e all’esterno dell’esercizio diversi pregiudicati. Un successivo provvedimento di sospensione, questa volta per 30 giorni, era stato infine notificato il 14 ottobre per motivi di ordine e sicurezza pubblica.

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