Cefalea a grappolo, uno studio modenese pubblicato su Journal of Headache and Pain

Nuove ipotesi di studio pubblicate dai ricercatori del Policlinico di Modena. Domani la giornata nazionale con visite gratuite presso il Centro Cefalee

Uno studio condotto dal Centro Cefalee dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena, Ospedale Policlinico, sulla cefalea a grappolo è stato pubblicato sul numero di dicembre del Journal of Headache and Pain, una delle più prestigiose riviste del settore. Lo studio ha valutato la presenza di alcuni geni nei pazienti affetti da questa patologia, un’associazione che, se confermata, potrebbe aprire nuovi scenari terapeutici.

“La cefalea a grappolo – spiega il prof. Luigi Alberto Pini, Responsabile del Centro Cefalee - è una forma di cefalea piuttosto rara (circa lo 0,1% della popolazione) con alcune peculiari caratteristiche come la netta prevalenza dei maschi rispetto alle femmine e l’abitudine al fumo di tabacco, evento inusuale tra gli emicranici. Questa cefalea è stata chiamata giornalisticamente <> visto che è molto dolorosa e difficile da combattere”.  Non è ancora chiarito quale siano i meccanismi che sono alla base di questa patologia che provoca attacchi violentissimi, invalidanti che durano 1-3 ore  e che si presentano in serie  di 1 -3 mesi con cadenza quotidiana o più volte al giorno. In assenza di evidenti cause scatenanti gli attacchi sono stati studiati anche fattori ereditari, ma nonostante gli studi su gemelli suggeriscano una evidente ereditarietà, sino ad ora non sono stati individuati geni direttamente correlati a questa patologia.

Lo studio condotto nel Centro Cefalee del Policlinico di Modena, afferente al Centro Interdipartimentale di Neuroscienze e Neurotecnologia di UNIMORE, in collaborazione con il Dipartimento di Farmacia e Biotecnologie di Bologna ha scoperto per la prima volta la presenza di alcuni geni che sono presenti solamente nei pazienti con cefalea a grappolo e che sono coinvolti nel controllo del dolore. Questi geni servono a sintetizzare degli enzimi che modificano i neurotrasmettitori coinvolti nella trasmissione dell’impulsi dolorifici che portano il segnale dalla periferia al cervello, dove il segnale vien integrato e interpretato e nella gestione del segnale del dolore a livello del cervello. In termini biochimici questi geni servono a codificare due proteine, la Neprilisina e il PACAP. “Questa scoperta è importante – conclude Pini - perché la probabilità che si tratti di una associazione casuale è di circa 1/ un milione e quindi pare essere un indicatore importante che dovrà essere studiato per potere identificare nuovi bersagli terapeutici”.

Domani, 21 marzo è la giornata europea sulla cefalea a grappolo. Al Policlinico sarà aperto un ambulatorio a libero accesso per i pazienti di cefalea a grappolo dalle ore 14.30 alle 17.30 presso il Centro Cefalee al Policlinico ingresso 3 quinto piano.

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