Ricerca, si indagano gli effetti del terremoto sulla salute dei residenti

Permetterà di studiare gli effetti sul medio lungo periodo e d’introdurre, ove necessario, dei correttivi rispetto alle scelte assistenziali. L’indagine interesserà 1500 cittadini

Si stima che in Emilia-Romagna nelle zone del cratere circa 406.000 persone siano state esposte al sisma del 2012, di queste più di 45.000, hanno dovuto lasciare le loro abitazioni a causa dei danni subiti, anche solo temporaneamente. Nei giorni immediatamente successivi agli eventi, oltre 16.000 persone sono state direttamente assistite oppure ospitate in campi tenda o altre strutture di emergenza. Sono stati allestiti 36 campi, di cui 29 in provincia di Modena e 53 strutture al coperto. Nella provincia di Modena circa 1.500/2.000 anziani, fragili e non, hanno avuto bisogno di una ricollocazione rispetto alle loro abitazioni o alle strutture residenziali. Una grande percentuale di essi non era nota ai Servizi sociali o sanitari. Secondo i dati regionali, più di 1.400 anziani fragili furono trasferiti dalle loro abitazioni in strutture di accoglienza e più di 400 anziani con disabilità, già inseriti in strutture assistenziali sono stati trasferiti in altre realtà.

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Parte da questi dati il progetto di ricerca “ISTMO: Impatto sulla Salute del Terremoto in Provincia di Modena”, che sarà realizzato dal Servizio di Epidemiologia e Comunicazione del rischio del Dipartimento di Sanità Pubblica dell’AUSL di Modena. Obiettivo della ricerca è indagare, a distanza di oltre 2 anni, gli esiti persistenti sulla salute delle persone residenti nei comuni interessati dagli eventi sismici nel 2012. Molteplici i fattori che saranno approfonditi: si andrà a monitorare lo stato di salute percepito, fisico e psicologico, la presenza di sintomi depressivi, la sedentarietà, il consumo di tabacco e alcol.
 
L’elemento che rende fortemente innovativa la ricerca sta nel fatto che l’indagine sarà effettuata coinvolgendo un campione di popolazione rispetto alla quale si è già in possesso di una serie di dati analoghi e quindi confrontabili. In Emilia-Romagna, infatti, dal 2007 è attivo il Progetto PASSI, Progressi delle Aziende Sanitarie per la Salute in Italia, un sistema di monitoraggio della salute della popolazione adulta che stima la frequenza e l’evoluzione dei fattori di rischio per la salute legati ai comportamenti individuali e la diffusione delle misure di prevenzione. Nel periodo compreso tra il 2007 e il 2013 in provincia di Modena, sono state realizzate ben 4.600 interviste.
 
Sul piano operativo, attingendo dagli elenchi dell’anagrafe sanitaria, sarà dapprima individuato un campione di 1.500 cittadini, con età compresa tra i 18 e 69 anni, che il 20 maggio 2012 risultavano residenti nei comuni della provincia colpiti dal sisma. Successivamente i cittadini scelti saranno avvisati con una lettera informativa e quindi contattati da personale specificamente formato per un’intervista telefonica con il questionario “PASSI/ESTE”, che in gran parte proporrà le domande già previste nel progetto PASSI. Per il buon esito della ricerca, centrale è il ruolo dei Medici di Medicina Generale i quali, dopo avere fornito preziosi consigli sull’impostazione dell’indagine, svolgeranno un’azione altrettanto importante per far conoscere l’iniziativa. Si prevede che i risultati saranno messi a disposizione della comunità dalla seconda metà del 2015.

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