Inibitori tumorali, Modena capofila della ricerca medica

Il successo del progetto coordinato dal prof. Giulio Rastelli di Unimore potrebbe aprire nuove strade verso lo sviluppo dei primi inibitori allosterici di importanti enzimi chinasici coinvolti in forme tumorali particolarmente aggressive

Il prof. Giulio Rastelli del Dipartimento di Scienze della Vita dell'Università degli studi di Modena e Reggio Emilia​ coordinerà uno studio focalizzato sulla progettazione, sintesi e valutazione biologica e farmacologica di molecole che fungono da inibitori allosterici di protein-chinasi implicate in forme tumorali particolarmente gravi e resistenti. Nel team di ricerca, che si pone l'obiettivo di concepire e sviluppare farmaci antitumorali basati su meccanismi d’azione innovativi, anche l'Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri e l'Università di Milano. 

L’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia è capofila di un progetto di ricerca biennale, da realizzare in collaborazione con l’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri e l’Università di Milano, finanziato dalla Fondazione Nando Peretti, che promuove la ricerca scientifica medica e sanitaria. Il progetto, che ha ricevuto un sostegno di 91mila euro ed è coordinato dal prof Giulio Rastelli, docente di Progettazione del farmaco e Analisi dei medicinali, nonché responsabile del laboratorio di “Molecular Modelling & Drug Design” del Dipartimento di Scienze della Vita, si focalizzerà sulla progettazione, sintesi e valutazione biologica e farmacologica di ligandi “allosterici”.

Si tratta di che esplicano la loro azione in una sede diversa da quella del sito attivo di un enzima, di alcune protein-chinasi implicate in forme tumorali particolarmente aggressive quali il carcinoma polmonare “non a piccole cellule” e il tumore al seno “triplo negativo”. Le protein-chinasi appartengono ad una importante famiglia di enzimi che gioca un ruolo chiave nella regolazione dei processi cellulari, e costituiscono bersagli biologici fondamentali per la terapia antitumorale. L’obiettivo del progetto di ricerca è quello di scoprire molecole “allosteriche” che, andando a legarsi in siti altamente specifici, sono in grado di bloccare l’attività catalitica di questi enzimi in modo più mirato e controllato. Una volta progettate, il progetto si propone di sviluppare ed ottimizzare le proprietà di queste molecole fino alla fase di sperimentazione preclinica. 

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“A causa del loro ruolo chiave nella modulazione delle vie cellulari - afferma il prof. Giulio Rastelli dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia - le protein chinasi sono target importanti per la scoperta di farmaci antitumorali. L’approccio classico, che consiste nel bloccare l’attività catalitica di questi enzimi attraverso molecole che si legano nel loro sito attivo ATP-asico, comporta molto spesso una scarsa selettività d’azione in quanto tale sito è notevolmente conservato negli oltre 500 enzimi che appartengono a questa famiglia. Inoltre tali molecole sono spesso soggette a fenomeni di farmaco-resistenza, che comportano una ridotta efficacia del farmaco durante la terapia. Questi problemi possono essere notevolmente ridotti attraverso la messa a punto di molecole <allosteriche>, che andando a legarsi a siti diversi e meno conservati rispetto al sito di legame ATP-asico sono potenzialmente in grado di portare a farmaci con meno effetti collaterali e maggiore efficacia d’azione. La disponibilità di tali molecole potrà perciò essere di grande aiuto per lo sviluppo di farmaci antitumorali di prossima generazione”.

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