Processo per gli appalti del Policlinico, chiesto rinvio a giudizio per tutti

La Procura sorprende tutti e chiede il processo senza mezzi termini per l'inchiesta che ha messo sotto accusa l'operato dell'ex direttore generale Stefano Cencetti. No all'ipotesi di uno spostamento del processo da Modena

Richiesta di rinvio a giudizio-lampo oggi in Tribunale a Modena per uno dei procedimenti tuttora in fase preliminare che fanno più discutere in città e nel territorio. All'udienza odierna di fronte al gup Eleonora De Marco dell'inchiesta "Last business", quella sugli appalti e sulle contestate corruzioni al Policlinico di Modena nell'era del direttore generale Stefano Cencetti, la Procura si è resa protagonista in aula di un passaggio fulmineo: il pm Marco Niccolini ha chiesto il rinvio a giudizio di tutti gli imputati (49 tra persone fisiche e giuridiche) per tutti i reati contestati, salvo un caso prescritto, in appena qualche secondo. 

Così, colti di sorpresa e all'insegna di un certo imbarazzo generale in aula, i legali delle difese presenti si sono sentiti incalzare subito dal gup per poter fissare i propri interventi alle prossime udienze, programmate alla fine per i prossimi 13-20-23-27 febbraio. Terminata questa fase, il giudice si pronuncerà. 

Intanto, nessuno si aspettava un 'blitz' del genere da parte dei pm, anche se in fondo si è ancora nella fase preliminare e quindi ci sarà tempo per contestare: "Questo è un fascicolo di 20 faldoni, non c'è bisogno di dire molto altro ora...", osservano Niccolini e il collega Pasquale Mazzei lasciando l'aula poco dopo l'udienza, terminata prima di pranzo. Intanto, concentrandosi sul campo delle eccezioni presentate, il gup oggi ha stabilito ufficialmente l'appropriatezza delle sede modenese per il processo. La questione aveva tenuto banco già alla prima udienza preliminare, il 19 dicembre scorso, e soprattutto a quella del 23 gennaio, dopo l'ammissione delle parti civili Regione e Policlinico medesimo (che ha stimato un possibile danno di sette milioni di euro).

I soldi contestati, in particolare, sarebbero passati attraverso i conti della Hfm onlus (Hospital Facility Management) di Cencetti che si appoggia ad una banca di Reggio Emilia e sulla società Gutenberg, di cui lo stesso ex dg era consulente, la quale ha il conto ad Arezzo. Dunque, per stabilire la sede tutto si giocava sulla rilevanza o meno del passaggio intermedio del denaro alla Gutenberg, prima di arrivare alla Hfm di Carpi. 

La Regione, per iniziativa dell'avvocato Mariano Rossetti, ha accolto la tesi dei pm, ovvero che il reato più grave contestato, quello di riciclaggio consumato nel territorio, attirerebbe a sè tutta la competenza per le altre accuse. Insomma, è a Modena che si sarebbe realizzato l'accordo correttivo ricostruito dalla Procura, e quindi qui, in ogni caso, è competente l'Autorità giudiziaria, è stato il responso.

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