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Cronaca

'Ndrangheta e riciclaggio di denaro sporco, operazione della Dda

I carabinieri hanno tratto in arresto tredici persone nelle province di Modena, Bologna e Reggio Emilia accusate di avere intestato a prestanome società e beni con il fine di reinvestire capitali di provenienza illecita

Tredici persone sono state tratte in arresto dai carabinieri dei Nuclei Investigativi di Modena, Bologna e Reggio Emilia con l'accusa di avere in concorso intestato a prestanome società, beni mobili ed immobili con il fine di reinvestire capitali di illecita provenienza. L'operazione, svolta con il supporto del comando provinciale di Crotone, ha coinvolto 250 militari in tutta la penisola, oltre alle province sopracitate, per eseguire 30 perquisizioni e mettere sotto sequestro beni per un valore complessivo di 13 milioni di euro con l'ausilio di elicotteri e unità cinofile. A finire in manette sono stati tredici soggetti di cui sette destinatari di custodie cautelari in carcere e sei agli arresti domiciliari: tutti vengono ritenuti contigui alle cosche Arena e Nicosia di Isola Capo Rizzuto (provincia di Crotone). L'ordinanza applicativa delle misure cautelari è stata emessa dal Gip di Bologna su richiesta della Dda felisinea.

GLI ARRESTATI - L'indagine coordinata dal pm Marco Mescolini, come detto, ha portato all'emissione di tredici ordinanze di custodia cautelare, e ruota intorno alla figura di Michele Pugliese, 38 anni, detto 'Michele la papera', ritenuto personaggio di spicco delle cosche Arena e Nicoscia di Isola di Capo Rizzuto, e a Caterina Tipaldi, sua ex compagna. Per gli inquirenti, gli arrestati erano coinvolti in un sodalizio criminale che portava all'impiego di capitali di provenienza illecita riconducibili alle cosche, da riciclare in attività economiche intestate a prestanome, in particolare nei settori dell'autotrasporto e del movimento terra. Michele Pugliese, che era ai domiciliari, è figlio di Franco Pugliese (peraltro uno dei destinatari delle perquisizioni odierne), arrestato nel 2010 per la vicenda che coinvolse anche l'allora senatore Nicola Di Girolamo, cui avrebbe garantito l'elezione raccogliendo voti tra gli emigrati calabresi in Germania. Oltre a Michele Pugliese, sono finiti in carcere altri due esponenti della famiglia, Mirko, 26 anni e Mery, 35; poi Giuseppe Ranieri, 32, Vito Muto, 50, Diego Tarantino, 41, Federico Periti, 36. Ai domiciliari, oltre a Caterina Tipaldi, 31, Carmela Faustini, 59, Vittoria e Doriana Pugliese, 38 e 31, Anna La Face, 45, Salvatore Mungo 27.

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