Tre morti nel crollo della Meta durante il sisma, a processo il sindaco e i tecnici

Rinviati a Giudizio il sindaco di San Felice Alberto Silvestri, insieme Daniele Castellazzi e Claudio Terrieri, dipendenti comunali all'Ufficio Tecnico. L'accusa è di omicidio colposo plurimo e di falso, nel crollo della Meta: nel mirino della Procura la delega a privati per il certificato di agibilità

Arriva oggi nel primo pomeriggio, in Tribunale a Modena, il responso del gup Eleonora Pirillo sull'unico processo rimasto in piedi sui crolli del terremoto 2012, quello che riguarda l'azienda Meta di San Felice sul Panaro. È stato prosciolto dalle accuse ("il fatto non costituisce reato") il titolare della ditta, Paolo Preti, mentre sono stati rinviati a giudizio per i reati di omicidio colposo plurimo e falso tutti gli altri tre imputati. Si tratta del sindaco di San Felice e presidente dell'Unione dei Comuni dell'area nord, il democratico Alberto Silvestri, presente tra gli altri anche oggi in aula, del capo dell'ufficio tecnico dello stesso Comune Daniele Castellazzi e di Claudio Terrieri, il tecnico che rilascio' il certificato di agibilità del capannone Meta dopo la prima scossa sismica del 20 maggio 2012. 

Dopo l'ulteriore rinvio alla precedente udienza del 31 maggio, oggi nell'aula a porte chiuse della Corte d'assise si sono dunque ripercorsi i fatti del 29 maggio di quattro anni fa, quando alla Meta morirono sotto le macerie tre persone: l'ingegner Gianni Bignardi, di 55 anni, così come gli operai Mohamad Azarg, di 46, e Kumar Pawan di 31. I loro parenti si sono costituiti parte civile ma le difese, all'ultima udienza, avevano depositato nuove consulenze. Così, il gup si era preso il suo tempo per studiare i nuovi materiali. Secondo la tesi del sostituto procuratore Luca Guerzoni, per la vicenda Meta ci sarebbe stato un concorso di colpe: il sindaco e il suo tecnico, in particolare, avrebbero emesso un provvedimento col quale autorizzavano tecnici privati ad assicurare l'agibilità provvisoria di case e fabbriche. Ma la Procura ha ipotizzato anche il reato di falso: quel provvedimento scritto subito dopo le scosse, è l'essenza dell'impianto di Guerzoni, sarebbe stato sostituito con un altro testo modificato, dopo il crollo, probabilmente per alleggerire le responsabilità comunali.

Se Silvestri, palesemente amareggiato, non vuole rilasciare commenti al termine dell'udienza, osserva l'avvocato del Comune di San Felice, Roberto Mariani, appena uscito dall'aula della Corte d'assise: "Andiamo a dibattimento, abbiamo cominciato a difenderci e continueremo a farlo. Questo è stato un passaggio di udienza preliminare, aspettiamo il giudizio di merito il 19 gennaio 2017"

Per Preti, dunque, le accuse (solo di omicidio colposo) sono cadute perchè secondo il gup il fatto non costituisce reato: "Crediamo che la decisione per quanto riguarda Preti sia giusta per via di tutti gli argomenti che abbiamo espresso in udienza. C'è un problema di nesso di causalità fra quello che si sarebbe verificato comunque, al di là delle azioni di Preti, a causa del terremoto. Il mio assistito si è rivolto a dei tecnici, quel che ha fatto lo ha fatto seguendo scrupolosamente le loro indicazioni", commenta da parte sua l'avvocato Luca Pastorelli.

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