Giovedì, 24 Giugno 2021
Cronaca

CPL Concordia, ora il rischio è il commissariamento degli appalti

L'Anticorruzione ha chiesto alla Procura di Napoli gli atti dell'inchiesta che ha portato in carcere Roberto Casari e altri nomi chiave della coop modenese. Se l'Autorità ne ravviserà gli estremi, potrebbe intervenire sulle commesse lavorative di CPL

Smaltito lo shock per il blitz dei Carabinieri e per l'arresto di alcuni suoi componenti e dell'ex presidente Casari, alla CPL Concordia si incomincia a ragionare a mente lucida. E i pensieri non sono certo positivi. L'inchiesta per corruzione e tangenti nei lavori sull'isola di Ischia si somma a quella per la metanizzazione dei comuni del casertano e a quella sugli appalti del Policlinico di Modena, addensando molte nubi sulla 'coop rossa'.

I vertici della cooperativa si sono affrettati a sottolineare come l'azienda in quanto tale non sia stata toccata dai provvedimenti, che restano quindi a carico di singole persone che dovranno rispondere appunto a livello individuale delle loro condotte. Ma ciò non toglie che la coop stessa subisce e subirà in futuro gli effetti nefasti delle inchieste giudiziarie, a maggior ragione se i capi d'accusa verranno confermati nei futuri processi. 

A preoccupare sono particolarmente le commesse lavorative di CPL Concordia, sulle quali si sta già muovendo ANAC, l'Autorità nazionale Anticorruzione. Ieri, a margine di un convegno, il presidente ANAC Raffaele Cantone ha dichiarato: "Abbiamo chiesto gli atti ufficialmente al procuratore della Repubblica di Napoli per capire se ci siano appalti che possono essere eventualmente commissariati. Lo verificheremo, io sono abituato a leggere prima gli atti", finora "abbiamo letto soltanto i giornali".

Sollecitazioni su questo tema giungono anche in Regione dal Movimento 5 Stelle. “Verificare quali e quanti sono gli appalti concessi da qualsiasi pubblica amministrazione della nostra regione alla CPL Concordia. Passarli al setaccio per capire se sono presenti, come rivelato dalle ultime inchieste giudiziarie, punti oscuri e opacità sulle quali bisogna al più presto fare luce", si legge in una interrogazione a firma della capogruppo Giulia Gibertoni, che sostiene: “Siamo di fronte a un sistema corruttivo diffuso, bisogna fare chiarezza”.

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