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Sabato, 21 Maggio 2022
Cronaca

Infermieri minacciano lo sciopero, sindacati chiedono un incontro sugli straordinari

Si rischia la rottura definitiva di rapporti tra lavoratori e dirigenti, è questo lo Stato di tensione rilevato dai sindacati e dalla maggioranza della rsu. Se non ci saranno incontri e chiarimenti, è possibile arrivare allo sciopero

E' stato annunciato lo "Stato di agitazione dei dipendenti dell’Azienda Usl di Modena" dai sindacati Fp-Cgil, Cisl Funzione pubblica, Uil-Fpl, Nursind, Fials e Fsi insieme alla grande maggioranza delle rsu. Il motivo è legato all'interruzione della trattativa in corso sull’organizzazione del lavoro. È probabile che nel giro di qualche giorno sindacati e azienda siano convocati in prefettura per il tentativo di conciliazione, e se non si troverà l’accordo, le organizzazioni sindacali passeranno al blocco degli straordinari e a ulteriori azioni di lotta da decidere insieme ai lavoratori.

"Dopo diversi incontri in cui si è discusso di piano occupazionale, – affermano Anna Paragliola (Fp-Cgil), Patrizia De Cosimo (Cisl Funzione pubblica), Giuseppe Belloni (Uil-Fpl), Eleonora Checchi (Nursind), Cesare Bruno (Fials) e Benedetta Misurata (Fsi) - organizzazione del lavoro e pagamento del lavoro straordinario effettuato, l’ente continua a non rispondere nel merito alle diverse proposte da noi avanzate La trattativa si è interrotta circa due settimane fa e, nonostante le nostre reiterate richieste, l’Ausl non ha ancora convocato il tavolo di confronto".

"A oggi non è ancora prevista – continuano i sindacati - nessuna data di incontro. Eppure è da tempo che denunciamo l'insoddisfacente confronto con l'Ausl sui carichi di lavoro degli operatori. Basti pensare che da gennaio ad agosto di quest’anno sono state richieste ed effettuate 300 mila ore di straordinario, corrispondenti al lavoro ordinario annuale di 200 operatori. Riteniamo irresponsabile l’atteggiamento di chiusura mostrato dalla direzione Ausl nei nostri confronti, visti i cambiamenti organizzativi necessari per ottemperare a diversi progetti e obblighi di legge. Primo tra tutti, l’entrata in vigore dal 25 novembre della legge n.161/2014 che impone il rispetto di undici ore di riposo tra un turno e l’altro di lavoro, e un massimo di 48 ore di lavoro settimanali. Il tutto (dice la legge) senza oneri aggiuntivi a carico della finanza pubblica, ma attraverso la riorganizzazione dei servizi".

 Nel 2015  tra pensionamenti e dimissioni l’Ausl perde 178 unità, di cui 50 tra la dirigenza (medica e non medica) e 128 unità tra infermieri, ostetriche, tecnici della prevenzione, laboratorio e radiologia, operatori socio-sanitari, educatori, personale amministrativo. Di questi 178, 27 posti (personale amministrativo) non saranno sostituiti. Altri 101 posti saranno coperti con assunzioni a tempo determinato, mentre saranno complessivamente solo venti le assunzioni di personale sanitario e tecnico a tempo indeterminato: 14 infermieri, tre tecnici della prevenzione, due di radiologia e uno della riabilitazione psichiatrica.

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